Intervista doppia al patron di ‘Pietrasanta in Concerto’ Michael Guttman e alla figlia Audrey, artista visiva

PIETRASANTA – (di Stefania Bernacchia) Michael e Audrey Guttman, padre e figlia, due artisti di grande talento. Lui, violinista e direttore d’orchestra acclamato in tutto il mondo, è il creatore e il Direttore artistico di “Pietrasanta in Concerto”, il festival che sta riscuotendo un grandissimo successo e che quest’anno è giunto sua dodicesima edizione.

Lei, autrice, attrice, artista visiva, crea collage da immagini trovate. Interprete di successo di numerose pièce teatrali, tra cui il suo spettacolo  Confessioni di un violino presentato al  Festival ‘Printemps du Violon’ a Parigi, Audrey è protagonista con i suoi collage della mostra The Shape of Music – La Forma della Musica, allestita nella Sala delle Grasce del Chiostro di Sant’Agostino (Pietrasanta) e visitabile fino al 5 agosto p.v.

In esclusiva per TGRegione.it, Michael e Audrey Guttman si raccontano in un’intervista doppia, che mette in risalto analogie e differenze tra padre e figlia. Due personalità accomunate da un genetico genio creativo da scoprire attraverso le loro risposte.

Nome e cognome 

M: Michaël Guttman

A: Audrey Guttman

Età

M: 60

A: 30

Professione

M: violinista, direttore d’orchestra, direttore artistico

A: autrice e interprete di poesia e di teatro, artista visiva

Città dove vivi 

M: Bruxelles

A: Parigi

Città che ami di più

M: Firenze, ma non d’estate. Pietrasanta in estate.

A: Parigi… Ma in Italia, senza dubbio: Pietrasanta.

Qual è il luogo in cui passi più tempo (ristorante /aeroporto/ cucina/camera da letto/ sala musica/ laboratorio / strada/ macchina etc)

M: Con il violino nel mio studio.

A: Per metà alla mia scrivania e per metà in via per la città. Vado ovunque a piedi.

Cosa fai a Pietrasanta in Concerto?

M: Organizzo Pietrasanta dove porto gli amici con i quali suono nel mondo. Poi andrò in vacanza.

A: Presento le mie opere di collage alla mostra The shape of music nella Sala delle Grasce del Chiostro Sant’Agostino, insieme a due artisti scultori, Roberto Giansanti e Fabio Maestrelli.

Cos’ è per te il violino ?

M: il terzo braccio, lo strumento della mia vita.

A: Più che oggetto, è un vero soggetto che mi soffia sempre più idee… da piccola era un mistero, un mistero che ho cercato, adulta, di indagare prima attraverso la mia pièce di teatro « Confessioni di un violino », e adesso tramite questa serie di collage.

Che cosa rappresenta per te Pietrasanta in Concerto ? 

M: Il momento più intenso dell’anno.

A: Quasi la metà della mia vita, ci sono cresciuta e grazie al festival ho incontrato artisti straordinari. Per il festival ho fatto tutti i mestieri, da redattrice e traduttrice a narratrice… il mio debutto sul palcoscenico l’ho fatto qua.

A cosa lo paragoneresti? 

M: A una maratona di dieci giorni lunghi e dieci notte corte

A: A sé stesso, perché in dodici anni è diventato sempre più ambizioso, unico, imparagonabile.

La cosa più difficile per organizzare il festival / la mostra ? 

M: Niente, tranne i cambi in caso di pioggia!

A: Niente! È stato davvero un piacere lavorare sia con il comune che gli altri artisti, e questo conta molto di più che i piccoli ostacoli che ben presto si dimenticano quando vedi il risultato.

La cosa più facile?

M: Suonare

A: Parlare delle opere dei due altri artisti!

Quale serata di Pietrasanta in Concerto non perderesti  ?

A: Nigel Kennedy alla Versiliana… Un mito che da un lato rock al violino.

Quale opera di tua figlia compreresti ?

M: Il violino con le mani e la testa del violino.

Che voto daresti a Pietrasanta in Concerto di quest’anno?

M: 9, perché c’è sempre spazio per fare meglio.

A: Il massimo, in tutta oggettività ovviamente.

Geloso o orgoglioso delle attività di tuo padre/ tua figlia? 

M: Troppo limitata la scelta. Sono semplicemente felice e la ammiro tantissimo.

A: Più che orgoglio – un sentimento che trovo superficiale – amore e sostegno incondizionati.

La cosa più bella di Pietrasanta (o della Versilia)

M: La vista dal mare su spiaggia, giardini, montagna e marmo.

A: La gente.

La cosa che secondo te a Pietrasanta manca  

M: Adesso che troviamo anche del buon sushi, non manca più niente!

A: Non c’è

La prima persona di Pietrasanta che hai conosciuto ?

M: Simon, il violinista di strada in Piazza Duomo.

A: Il prete, perché nei primi anni organizzavamo i concerti nella chiesa del Duomo.

Paura più grande 

M: Di non avere il tempo di fare tutto quello che ancora voglio fare.

A: Che qualcuno mi chieda questa domanda!

Sogno nel cassetto

M: Realizzare un teatro di marmo in Versilia dove suonare e fare concerti.

A: Onestamente la vita che sto vivendo nel presente . È al di là dei miei sogni

Dov’eri prima di venire qui?

M: Amburgo, al Festival di Martha Argerich

A: Parigi

Dove andrai dopo? 

M: A Saint Tropez per un concerto e poi a Crans Montana per un altro concerto.

A: Parigi

Musicista/compositore preferito

M: Per la classica, Mozart e Mendelssohn. Bernstein tra i contemporanei e Frank Zappa.

A: Ce ne sono tanti, di tutti i stili. Se rimaniamo nei classici, direi Vivaldi, Schubert e Saint-Saëns.

Artista (scultore o pittore )preferito 

M: Magritte, surrealista

A: Louise Bourgeois, Nancy Spero, Fabienne Verdier…

Il tuo piatto preferito

M: La zuppa frantoiana

A: Vengo pazza per l’insalata di fragole, pere, pecorino, noci e rucola da Filippo a Pietrasanta.

Cosa pensi di tuo padre/figlia

M: Penso abbia molti talenti diversi, che si completano molto bene l’uno con l’altro. E’ un sole che illumina la vita.

A: Non penso niente di lui. Lo amo!

Quanto ti assomiglia tuo padre/figlia da 1 a 10

M: 11

A: Secondo il giorno, va dal 5,3 al 8,5….

Cosa ti piace di più di tuo padre / figlia

M: L’equilibrio nella sua intelligenza e la sua sensibilità

A: Il cuore

Cosa gli / le vorresti dire che non gli/ le hai mai detto

M: Tante cose. Ci sarà sempre qualcosa da dire, ma so che lei capirà anche se non glielo dico.

A: Volete davvero farmi piangere. Ciao Papa! Più tardi te lo dico