MASSA – Un’inchiesta complessa e di forte impatto sociale scuote la provincia di Massa-Carrara. All’alba di mercoledì 14 gennaio sono state eseguite cinque misure cautelari nell’ambito di un’indagine su presunti episodi di corruzione e falso legati alle procedure per il riconoscimento delle invalidità civili.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Massa-Carrara, su disposizione della Procura della Repubblica, che coordina l’inchiesta. Due persone sono state trasferite in carcere, mentre per altre tre è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Tutti gli indagati sono accusati, a vario titolo, di aver favorito cittadini nelle pratiche sanitarie in cambio di somme di denaro. Per ciascuno vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema ruoterebbe attorno a interferenze nelle commissioni medico-legali incaricate di valutare le richieste di invalidità. In particolare, sarebbe stato sfruttato un ruolo apicale all’interno di una commissione sanitaria per orientare l’esito delle domande, garantendo riconoscimenti indebiti.
Accanto alla figura centrale dell’indagine, la Procura ipotizza l’azione di intermediari, che avrebbero fatto da tramite tra i richiedenti e i professionisti coinvolti. La posizione dei cittadini che avrebbero beneficiato dei presunti favoritismi è ancora al vaglio degli inquirenti e sarà approfondita nei prossimi giorni.
L’inchiesta, avviata nel dicembre 2024, ha richiesto mesi di accertamenti. Nella giornata di oggi, oltre all’esecuzione delle misure cautelari, sono state effettuate perquisizioni in uffici pubblici e abitazioni private, con il sequestro di numerosa documentazione cartacea e digitale ritenuta utile alle indagini. Gli accertamenti hanno interessato anche una società partecipata del Comune, dove sono stati acquisiti atti amministrativi.
Nei prossimi giorni i cinque indagati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per gli interrogatori di garanzia, durante i quali potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare elementi difensivi.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’amministrazione comunale, precisando che non vi sono stati blitz all’interno del palazzo civico e che le attività investigative hanno riguardato esclusivamente l’acquisizione di documenti, senza coinvolgere l’ente per fatti istituzionali.
Massima collaborazione è stata assicurata anche dall’Azienda Usl Toscana nord ovest, che ha confermato la piena disponibilità a supportare il lavoro degli inquirenti. L’azienda sanitaria ha ribadito l’impegno a garantire trasparenza, correttezza e tutela dei pazienti, sottolineando la delicatezza del settore della medicina legale e la priorità assoluta della legalità.
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