Irpet: nel turismo toscano il 37% dei lavoratori è povero

Il turismo continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia toscana, ma la crescita del settore si accompagna a un aumento delle fragilità occupazionali. È quanto emerge dal rapporto dell’Irpet, intitolato “Turismo e lavoro in Toscana: crescita, salari e disuguaglianze”, che fotografa un comparto in espansione ma caratterizzato da salari bassi, forte precarietà e un’incidenza del lavoro povero ben superiore alla media regionale.

Secondo lo studio, il 37% dei lavoratori del turismo in Toscana percepisce un reddito annuo inferiore alla soglia del lavoro povero, a fronte di una media del 22% considerando tutti i settori economici. Un dato che, evidenzia Irpet, è legato sia ai livelli retributivi più contenuti sia alla minore continuità lavorativa, dovuta all’ampio utilizzo di contratti stagionali, a termine e intermittenti.

Tra il 2012 e il 2022 il comparto turistico ha registrato una crescita significativa: gli occupati nei settori dell’alloggio e della ristorazione sono passati dal 14% al 16% del totale degli occupati in Toscana. Tuttavia, questa espansione non si è tradotta in un miglioramento delle retribuzioni. Al contrario, nello stesso periodo i salari medi dei lavoratori dipendenti hanno registrato una variazione media annua negativa dello 0,2%.

L’analisi evidenzia inoltre come la maggior parte delle imprese turistiche operi in una fascia di bassa produttività. In alcuni casi, sottolinea Irpet, il rapporto tra produttività e salari appare particolarmente debole: esistono infatti aziende con livelli produttivi relativamente elevati che continuano però a riconoscere retribuzioni contenute, soprattutto nel comparto dell’ospitalità.

Il rapporto mette in luce anche il forte ricorso a forme di lavoro flessibile. Nel turismo il 73% dei contratti è a tempo determinato o intermittente, contro una media del 44% negli altri settori. Il lavoro stagionale interessa il 23% degli occupati, quasi quattro volte la media regionale del 6%, mentre il ricorso alla Naspi raggiunge il 24%, rispetto al 10% registrato complessivamente nel mercato del lavoro toscano.

Il comparto continua inoltre ad attrarre soprattutto giovani. La metà degli occupati nel turismo ha meno di 35 anni, contro una media del 31% negli altri settori. Tuttavia, questa forte presenza giovanile è accompagnata da un elevato turn-over: secondo Irpet il turismo rappresenta spesso un’opportunità di ingresso nel mercato del lavoro, ma raramente garantisce percorsi occupazionali stabili e duraturi.

L’analisi dell’istituto regionale evidenzia così le principali criticità di un settore che continua a crescere in termini di occupazione e peso economico, ma che resta chiamato a migliorare la qualità del lavoro, la stabilità contrattuale e i livelli retributivi per garantire uno sviluppo realmente sostenibile.


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