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Italian Sea Group, Cgil: “Serve chiarezza”

Sulla situazione in corso ai cantieri di Italian Sea Group, la Cgil di Massa Carrara aspetta di incontrare l’azienda nei prossimi giorni. Lo riferisce il segretario provinciale Nicola Del Vecchio, facendo un punto della situazione sulla società degli yacht superlusso che fa capo a Giovanni Costantino. “Non abbiamo notizie ufficiali, aspettiamo di averle dall’azienda un incontro, che dovrebbe tenersi il 3 marzo, e aspettiamo anche che sia convocato presto un tavolo di crisi in prefettura – spiega Del Vecchio – vediamo il titolo sprofondare in Borsa intorno ai 2 euro a azione in questi giorni, quando aveva raggiunto quasi 11 euro un paio di anni fa e vediamo che oggi ci sono queste dimissioni. Abbiamo bisogno di chiarimenti sul piano industriale e sulla situazione finanziaria, quello che sappiamo per ora arriva solo dai giornali”, prosegue il sindacalista della Cgil sottolineando che “Italian Sea Group ha 530 addetti diretti e un indotto di un migliaio di lavoratori. C’è forte preoccupazione tra loro. Tra i chiarimenti che chiediamo ci sono quelli relativi ai dipendenti, che a noi risulta abbiano ricevuto con dieci giorni di ritardo l’ultimo stipendio e che non siano state pagate loro le spettanze integrative contrattuali – sottolinea il segretario della Cgil di Massa Carrara, Nicola Del Vecchio – inoltre, ci risulta grossa difficoltà dei fornitori perché non starebbero ricevendo i pagamenti pattuiti” mentre “il lavoro nel cantiere sta rallentando, le ditte esterne stanno diminuendo le attività. Insomma serve chiarezza”. Secondo la Cgil di Massa Carrara, comunque, “Italian Sea Group ha un problema di liquidità e anche i 25 milioni di euro, di cui abbiamo letto sui giornali, che Costantino darebbe all’azienda, non si capisce se saranno sotto forma di prestito o se farà una ricapitalizzazione. Per quanto sappiamo – afferma ancora Del Vecchio rispetto alla gestione dell’attività operativa – l’azienda avrebbe realizzato yacht extrabudget, in sovraccosto” rispetto alle previsioni, “e i costi aggiuntivi avrebbero eroso la marginalità. Ma, ripeto, bisogna andare a chiarire tutto questo con l’azienda”. Nelle interlocuzioni con le istituzioni che il sindacato auspica di avere entro breve tempo, ci sono anche quelle con l’Autorità portuale.


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