Italiano un brano su tre in programmazione radiofonica? Vediamo cosa succede

(di David Martinelli) – Eccoci tornati alla rubrica più chic e utile in circolazione. Sì, utile perché, oltre a farvi scoprire un po’ di musica nuova e fresca, che non fa mai male, vi aiuta a trovare soluzioni ad alcuni grandi-piccoli problemi quotidiani. Faccio qualche esempio. Sei arrivato in ritardo a lavoro e il tuo capo ha gli occhi iniettati di sangue per la voglia di troncarti le braccia in due? Nessun problema, sorridi con il tuo bel visino ammiccante ed esclama con tono sicuro <Dai boss, è appena uscita la nuova puntata di “Sorrisi e Canzoni”, ti giro il link su whatsapp!>, vedrai che ti vorrà di nuovo tanto bene. Oppure. La tua ragazza è nel bel mezzo di un monologo in cui ti spiega nel dettaglio perché sei stato così stronzo ad averla chiamata con il nome della tua ex durante la cena di S.Valentino? Stai tranquillo, mostrale dal tuo nuovo huawei l’ultimo “Sorrisi e Canzoni”, et voilà, in men che non si dica lei tornerà saltellando di gioia a preparare il dolce per il week-end.
Cominciamo con i suggerimenti e, per questa volta, lo faremo provando a seguire il consiglio della nuova proposta di legge leghista per cui, almeno un brano su tre in programmazione radiofonica, deve essere italiano. Vediamo che succede.

Toro y Moi – Ordinary Pleasure [dance-pop]
C’è poco da fare, quando questo mago della chill-wave si mette a produrre musica è come se la distanza tra l’inverno e l’estate si accartocciasse su stessa, con l’effetto di farti sentire in spiaggia, mentre balletti spensierato con un mojito in mano, pur stando, in realtà, incolonnato nel traffico di punta mentre vai a lavoro, in pieno febbraio, durante una burrasca.
Abstract orchestra – Accordion [trip-hop]
Gli Abstract orchestra sono una hip-hop big band di Leeds nella quale militano alcuni tra i migliori jazzisti in giro oggi negli U.K. Il loro sound rimanda subito ai mostri sacri del trip-hop come Dj Shadow, Kid Loco o Thievery Corporation e, senza dubbio, il loro ultimo album “Madvillain, Vol.1” oggi vince il ruolo di miglior disco da far suonare in sottofondo durante le vostre sere casalinghe in compagnia di amici.
Esterina – Santo amore degli abissi [post-rock]
Ecco la prima quota-italiana della nostra rubrica. Gli Esterina sono una delle proposte più genuine e longeve del nostro paese. Negli anni hanno sempre mantenuto un livello di scrittura e produzione molto alto, ottenendo consensi dalla critica del settore che, spesso, li ha paragonati a importanti band straniere come Mogwai e Radiohead. Mentre cerco di capire perché a Massarosa, che è la
loro città, non li abbiano ancora dedicato una statua in piazza o almeno il nome di una via, vi suggerisco l’ascolto del nuovo “Canzoni per essere umani”, in particolare del singolo “Santo amore degli abissi”.
Kokoroko – Abusey Junction [Afrobeat]
Band composta da giovani musicisti, alcuni di origine africana, che ha trovato la propria via d’espressione all’interno della scena musicale inglese. Ispirati dai loro eroi Fela Kuti, Ebo Taylor e Tony Allen, i Kokoroko sono una dei gruppi più intriganti del panorama jazz attuale. Basta mettere in play la loro “Abusey Junction” per sentirsi subito trasportati tra le strade di una Londra fumosa con indosso un classicissimo trench beige.
Nicola Cruz – Siku [elettronica]
Nicola Cruz è nato in Francia ma vive a Quito sulle Ande ed è considerato il maggior esponente della musica andes step. La sua musica racchiude i suoni e lo spirito dell’Ecuador, rapisce le ritmie naturali e la magia di luoghi incontaminati, impacchettandoli in una formula da dancefloor lento ed elegante. Sicuramente uno dei producer di punta della scena elettronica mondiale, già presente nelle line-up dei festival del settore più importanti. Ascoltare l’album “Siku” e sentire il bisogno di correre a comprarsi una maschera di legno ecuadoregna da appendere sopra il giradischi, sono due azioni indissolubilmente legate.
Naip – È tutta colpa della Juve
“Nessun Artista In Particolare” è il nome per esteso di Naip, giovane cantautore capace di affrontare tematiche importanti con un piglio storto e disinvolto, efficace e mai banale. Ecco che, in una quotidianità che ci ha abituati, al primo problema, a puntare il dito contro qualcuno o qualcosa, meglio se “di colore” o “diverso”, Naip ci aiuta ad individuare un nuovo capro espiatorio, questa volta bianco-negro.