“Jurassic World”: troppo scontato

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( di Benedetta Del Padrone ) – E’ da tredici anni che i nostalgici dei dinosauri aspettano di vedere sul grande schermo le loro preistoriche creature e finalmente il parco di attrazione giurassico sull’isola Nubras riapre i cancelli.
E’ uscito Jurassic World, il quarto capitolo della serie cinematografica Jurassic Park, sotto la regia di Collin Trevorrow.
Nonostante le numerose critiche, riguardanti anche la post-produzione, secondo le prime stime, il film si è già classificato come il quinto di maggior incasso nella storia del cinema.
Gli spettatori si dividono tra curiosi e storici fans di quello che ormai è diventato un classico e desiderano ritrovare il giusto connubio tra novità e tradizione, sperando che le aspettative create dai precedenti film vengano rispettate.
Forse, a parere di chi scrive, l’errore è stato proprio il voler accontentare troppe richieste, non riuscendo ad armonizzare bene il passato con le novità del presente, ottenendo un risultato un pò scontato e piatto.
Magari, come succede nel film ai visitatori del parco , i dinosauri non attirano più l’attenzione degli spettatori nella realtà, quindi per aumentare le visite/interesse ci si deve inventare qualcosa di nuovo, badando poco alle conseguenze (evidente anche qui il parallelismo tra realtà e finzione): tipo? Tipo il primo esemplare di dinosauro geneticamente modificato, il terribile Indominus Rex, tenuto in cattività all’interno di un recinto.

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