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La crocifissione torna al Camposanto di Pisa

La crocifissione di Francesco Traini viene ricollocata al suo posto. Al Camposanto di Pisa prosegue il lavoro di cura e conservazione delle opere pittoriche che decorano le pareti del monumento, con la risistemazione, sul muro a cui appartiene, della celebre opera di Traini, considerata il più antico affresco del ciclo pittorico pisano, realizzata da tra il 1330 e il 1335 insieme al ciclo delle Storie post mortem di Cristo. Per la peculiare posizione in cui sono stati realizzati – praticamente all’aperto – gli affreschi del Camposanto sono particolarmente delicati e soggetti agli sbalzi di temperatura, specialmente alle variazioni di umidità che ne causano gravi danni. A questo si aggiunse nel 1944 un rovinoso incendio del tetto, originato dall’esplosione di una bomba, a seguito del quale gli affreschi vennero distaccati per essere restaurati. La crocifissione, spostata nel 1955, fu divisa in diciotto pannelli (la sinopia in otto) e riportata su telai, per poi essere ricollocata nel settembre del 2005 dopo un lungo e laborioso restauro condotto dalle maestranze dell’Opera della Primaziale Pisana. A seguito di violenti eventi climatici verificatisi tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, che avevano evidenziato il rischio di formazione di condensa sulle superfici pittoriche, l’Opera ha incaricato una equipe specializzata che ha progettato e realizzato un sistema di pannelli retro riscaldanti tra il 2012 e il 2014. L’Equipe è stata composta da un comitato tecnico scientifico presieduto dal professore Antonio Paolucci e come altri membri ha avuto il professore Paolo Mandrioli (CNR Bologna), l’ingegnere Roberto Innocenti (libero professionista) e l’ingegnere Pino Bentivoglio dell’Opera della Primaziale Pisana. L’avanguardistica apparecchiatura, ideata appositamente in questa occasione, consente di tenere costantemente sotto controllo la differenza di temperatura tra le opere e l’ambiente, attivandosi quando necessario per evitare la formazione di umidità sulle superfici, prevenendo i danni. Sperimentato con esito positivo in occasione del ricollocamento del ciclo di Buonamico Buffalmacco, il sistema viene ora esteso anche agli affreschi restituiti alle pareti in precedenza, a cominciare proprio dalla Crocifissione di Traini: “Questo intervento rappresenta la naturale evoluzione di un percorso di ricerca e cura che dura da decenni”, sottolinea Andrea Maestrelli, Presidente dell’Opera della Primaziale Pisana. “Restituire la Crocifissione di Traini al suo contesto originario, e farlo con strumenti conservativi che guardano al futuro, significa onorare insieme la storia e la responsabilità che abbiamo verso chi verrà dopo di noi”. Saranno necessari almeno altri dieci anni per completare la messa in sicurezza, grazie a questa innovativa strumentazione, di tutti gli affreschi: mancando ancora quelli della parete est e della parete sud del Camposanto, in totale circa 350 metri quadrati di pitture. Per celebrare e comprendere meglio la portata dell’operazione, l’Opera della Primaziale Pisana ha organizzato mercoledì 18 marzo alle 17, presso l’Auditorium Toniolo in piazza Arcivescovado, un pomeriggio di studio aperto al pubblico con a seguire la visita guidata al Camposanto. Interverranno lo storico dell’arte Marco Collareta che illustrerà vicende e significati del dipinto del Traini, e il Responsabile dell’Area Restauro dell’Opera Stefano Lupo, che spiegherà invece i nuovi sistemi di conservazione adottati, dettagliando la tecnologia e i risultati ottenuti dal sistema di pannelli retro riscaldanti.


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