I marmi della facciata di Sant’Agostino a Pietrasanta sono tornati a splendere. Dopo sei anni di lavori, con un investimento di oltre 900 mila euro, il complesso viene restituito alla cittadinanza. L’inaugurazione ufficiale è fissata per sabato 27 giugno alle 19, termine di un percorso articolato di restauro finanziato interamente dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici.
Cominciato nel 2020, il recupero ha raggiunto un primo obiettivo dopo tre anni con la restituzione della storica Sala dell’Annunziata, tornata a disposizione della comunità come spazio culturale e sede espositiva. Con il restauro della facciata della chiesa, la capitale della scultura contemporanea e riferimento culturale della Versilia recupera uno dei suoi monumenti simbolo.
“Io e mia moglie Giuliana abbiamo sviluppato un legame profondo con Pietrasanta, una città straordinaria dove arte, storia, artigianato e cultura convivono in modo unico. Contribuire al recupero di Sant’Agostino significa restituire alla comunità un luogo simbolico e, allo stesso tempo, partecipare alla tutela di un patrimonio che appartiene all’intero Paese”, ha dichiarato Paolo Clerici, presidente della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici e cittadino onorario con la moglie del borgo sulle apuane.
Il restauro ha offerto l’occasione di studiare la straordinaria varietà dei materiali lapidei impiegati nella costruzione della facciata. Grazie alle analisi condotte contestualmente al recupero, sono state individuate numerose tipologie di marmo provenienti dalle Alpi Apuane, alcune particolarmente rare, che rendono la facciata un autentico atlante dei marmi delle montagne circostanti. Le indagini hanno inoltre consentito di individuare frammenti di antiche lastre tombali medievali riutilizzate nella costruzione della facciata e di ridefinire alcuni aspetti della cronologia del monumento, rafforzando l’ipotesi di attribuzione della parte inferiore del prospetto alla bottega del maestro pisano Giovanni di Gante.
Costruita all’inizio del Trecento, inizialmente come chiesa della Santissima Annunziata, la basilica venne scelta nel tempo dalle grandi famiglie lucchesi come luogo di di sepoltura e di rappresentazione del proprio prestigio sociale.
La monumentale facciata in marmo bianco, realizzata nei primi decenni del Quattrocento, è uno dei più significativi esempi di architettura tardogotica toscana. Al centro, sopra il portone, è collocata una lunetta bronzea che porta la firma dello scultore Igor Mitoraj, di cui recentemente è stato inaugurato proprio in città il museo.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



