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La fine del mondo è già qui. Spettacolo allo Jenco

C’è un momento, tra una notifica e l’ennesimo titolo allarmistico, in cui sembra che il mondo stia davvero per finire. Ma se l’apocalisse fosse già qui, silenziosa, quotidiana, perfettamente integrata nelle nostre abitudini? Stasera al teatro Jenco di Viareggio (Lu), “LAPOCALISSE” porta in scena proprio questo dubbio: un monologo affilato e irresistibile di e con Valerio Aprea sui testi di Makkox, capace di trasformare l’ansia del presente in materia viva, ironica e disturbante.
Aprea dà corpo e ritmo a una riflessione disincantata sul concetto di “fine”, smontando l’immaginario spettacolare della catastrofe per sostituirlo con qualcosa di più vicino e scomodo: l’immobilità. Non è il crollo del mondo a spaventarci davvero, ma la nostra incapacità di cambiare rotta. Tra scienza e superstizione, algoritmi e politica, progresso e pigrizia del pensiero, lo spettacolo attraversa le contraddizioni del nostro tempo con sarcasmo e lucidità.
La domanda, insistente, resta sospesa: siamo davvero condannati o ci raccontiamo questa storia per non agire? Esiste ancora uno spiraglio, una possibilità di intervento, oppure abbiamo già deciso – più o meno consapevolmente – di non volerci salvare?
“LAPOCALISSE” alterna risate e inquietudine, usando la comicità come strumento critico, capace di incidere e far riflettere. Un assolo brillante e corrosivo che mette a nudo il nostro rapporto con il cambiamento, l’adattamento e la responsabilità.
Attore poliedrico tra teatro, cinema e televisione, Aprea conferma qui la sua capacità di abitare la scena con intelligenza e precisione, guidando il pubblico in un viaggio tanto divertente quanto necessario nel cuore delle nostre paure contemporanee.

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