“La lotta contro la cattiva scuola non finisce qui”

VERSILIA – “Oggi, dopo 10 mesi di scioperi e lotte partecipatissime di tutto il mondo della scuola, un parlamento semivuoto, simbolo dello svuotamento della democrazia ed ormai in mano ai poteri che ci impongono governi  antidemocratici, approva la controriforma della Scuola, con un numero di voti favorevoli (277) assai inferiore alla maggioranza assoluta dei deputati (630 in totale)”. La nota stampa è del Coordinamento Scuole della Versilia: “Il Governo Renzi e tutto il PD (compresa la cosiddetta “sinistra PD” che è stata determinante nel voto al senato), si prendono una responsabilità gravissima e, facendo l’ultima forzatura, impongono al paese un provvedimento pieno di elementi anticostituzionali, che distruggerà la Scuola Pubblica, peggiorando le già critiche condizioni in cui si trova e trasformandola in senso autoritario e aziendalista.  Mentre oltre 150.000 precari che insegnano da anni della scuola saranno licenziati in massa e dei 100.000 “assunti” solo una minima parte lo sarà da questo anno, mentre per gli altri tutto è rimandato al 2016, quando forse saranno assunti, ma a condizioni inaccettabili e per insegnare materie che non hanno mai insegnato. Chiamano tutto questo “Buona Scuola” e pensano di chiudere la partita qui, continuando come hanno fatto negli ultimi mesi a mentire sull’assunzione dei precari (in realtà un licenziamento di massa), sui grandi vantaggi che avrà la scuola da un provvedimento del genere, che invece non investe sulla scuola pubblica, ma nelle scuole private. Ed esaltano il modello aziendale alla Marchionne imposto nella scuola, per cui il preside potrà decidere chi insegna nella propria scuola e chi guadagna di più. Il Governo Renzi ed il Partito Democratico (nome ormai paradossale), si illudono e rischiano di essere travolti dalla loro cieca tracotanza.  La lotta di tutto il mondo della scuola non si fermerà di fronte alla loro arroganza e alla loro volontà di imporre provvedimenti contro l’opinione pubblica e contro chi la scuola la porta avanti ogni giorno. Da settembre in poi le proteste e le iniziative riprenderanno in massa contro di loro e contro questo tremendo provvedimento autoritario spacciato per riforma: molti sono gli aspetti anti-costituzionali che sono già contestati, molti gli aspetti ingestibili che determineranno il caos nelle scuole e a cui gli insegnanti ed i lavoratori si opporrano rendendo inapplicabili molte norme.  E oltre ad una miriade di ricorsi, molti dei quali provenienti da migliaia di precari ingiustamente cacciati, si annuncia un referendum che spazzi via questa pessima riforma, insieme agli altri tremendi provvedimenti che Renzi e i governi di larghe intese ci hanno imposto in modo antidemocratico: dal jobs act che cancella il lavoro a tempo indeterminato e ogni diritto nel lavoro privato, alla riforma delle pensioni che ci condanna ad andare in pensione a 70 anni con stipendi da fame, alla legge elettorale più antidemocratica del mondo occidentale. Provvedimenti imposti in Italia da governi di larghe intese che hanno al centro il Partito Democratico”.

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