La mano del terrorismo sul massacro gay: il killer aveva giurato fedeltà all’Isis

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FLORIDA – C’è la mano del terrorismo, dietro all’omicidio di massa avvenuto nella discotega gay di Orlando, in Florida. E’ stata la Polizia a confermare che Omar Mateen, il killer ucciso poi dalle teste di cuoio, aveva giurato fedeltà all’Isis.  Omar Mateen, daquanto ricostruito, sarebbe stato ben due volte in Arabia Saudita: la prima nel 2011 e la seconda nel 2012, come riportano la Cnn e la Nbc, citando fonti investigative, per un pellegrinaggio alla Mecca. Mel 2013 il killer era stato per la prima volta segnalato all’Fbi dopo la denuncia di alcuni colleghi di lavoro. Mateen voleva diventare un poliziotto, e aveva fatto domanda all’accademia, ma nel frattempo lavorava come agente di sicurezza presso una struttura detentiva per minori. Critiche, il day after il massacro, in merito all’Fbi: nonostante Mateen fosse stato interrogato tre volte, tra il 2013 e il 204 per sospetti legami col terrorismo,  ha potuto acquistare legalmente un fucile e una pistola la settimana scorsa. La rivendicazione dello Stato Islamico sul massacro è arrivata attraverso l’Amaq, l’agenzia di stampa del Califfato: il killer della strage di Orlando “era un combattente dell’Isis”. Il killer di Orlando frequentava la moschea dove si recava occasionalmente a pregare Moner Mohammad Abusalha, un attentatore suicida che si è fatto esplodere in Siria.

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