“La merce contraffatta sequestrata si doni alle famiglie bisognose”, l’appello di Camaiore e Massarosa

CAMAIORE – “La contraffazione ed il commercio di prodotti con marchi contraffatti – dichiarano il Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ed il vice-sindaco di Massarosa Damasco Rosi – fortemente presente nelle sue varie declinazioni anche in Versilia, oltre che costituire un reato sanzionato dal codice penale, per sconfiggere il quale bisogna innanzitutto intervenire a monte, rappresenta un danno per le realtà economiche che esercitano legalmente la loro attività, producono reddito, pagano regolarmente tributi e tasse e creano occupazione. Un intervento del legislatore e misure rigide di contrasto a questa pratica sono auspicabili ed è ciò che abbiamo chiesto anche al Ministro degli Interni Marco Minniti poche settimane fa. Un capitolo sul quale serve aprire una seria e profonda riflessione che abbia ad oggetto non solo e non tanto l’organizzazione di servizi più capillari, soprattutto in un territorio come il nostro vocato purtroppo a questa pratica, quanto la disciplina dei poteri di soppressione e sanzione del fenomeno, troppo spesso ridotti a “raid” locali che, però, non scalfiscono la sorgente del problema e non lo sradicano”.

“In parallelo tuttavia – proseguono – pensiamo che il frutto di queste attività repressive, ovvero i sequestri della marce contraffatta, considerata corpo del reato con valore probatorio, una volta messa a disposizione dell’autorità giudiziaria e, laddove possibile, rimossi i marchi, non venga inviata alla distruzione come qualsiasi altro rifiuto (di solito presso inceneritori), ma possa essere destinata a fini “caritatevoli”.

“Si tratta spesso – continuano – di capi di abbigliamento – scarpe, pantaloni, maglie e giacche – che, espletate le necessarie fasi processuali e nel rispetto dei diritti dell’accusa e della difesa, potrebbero poi essere, verificate le condizioni di sicurezza dei beni sequestrati, anziché distrutti, consegnati ad enti ed associazioni benefiche (come ad esempio le Caritas diocesane o altre associazioni di volontariato), affinché vengano successivamente consegnati alle famiglie che versano in particolare e certificato momento di bisogno, attraverso accordi o procedure semplificate che ne garantiscano il buon fine e prevedano modelli di verifica e di rendicontazione. Tutto questo è tecnicamente possibile e ve ne sono stati, seppur isolati e non sistematici, esempi”.

“Oltre alla richiesta di forti misure di contrasto al commerci abusivo – concludono Del Dotto e Rosi – ci faremo dunque anche portatori di questa iniziativa coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali per condividere insieme a loro la strada migliore da percorrere, senza escludere che il tutto si possa convertire in una proposta di legge da presentare al Parlamento, che darebbe, a nostro avviso, un seppur minimo sostegno alle persone indigenti ed avrebbe al tempo stesso un alto valore simbolico ed educativo”.

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