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La nave Capucine a Piombino: carico di armi per Gedda, si annunciano scioperi

La guerra è sempre più centrale anche all’interno delle nostre vite, nella giornata di ieri infatti la nave militare Capucine ha mollato gli ormeggi dal porto di Piombino. Secondo i sistemi di tracciamento, il cargo farà tappa a Napoli prima di dirigersi verso la destinazione finale: il porto saudita di Gedda. A bordo, un carico che scotta, letteralmente: esplosivi, cartucce, detonatori e TNT. Una spedizione che ha riacceso la polveriera delle tensioni sociali e sindacali nello scalo toscano.
L’Unione Sindacale di Base (USB) era intervenuta preventivamente inviando un esposto urgente a Procura, Guardia di Finanza, Dogane e Capitaneria con lo scopo di verificare il rispetto della Legge 185/90, che proibisce l’esportazione e il transito di materiali bellici verso paesi in stato di conflitto.
“Evidentemente nessuno ha sentito la necessità di approfondire – ha denunciato il sindacato, sottolineando la differenza di trattamento rispetto ai recenti controlli effettuati nei porti di Cagliari e Gioia Tauro -. Ai lavoratori viene detto che si tratta di materiali per esercitazioni, ma noi sappiamo che la destinazione finale punta dritta verso teatri di guerra”.
La protesta questa volta ha varcato i confini delle banchine per entrare in fabbrica. La RSU dell’acciaieria JSW di Piombino ha inviato una comunicazione formale all’azienda: se i piazzali dello stabilimento verranno utilizzati ancora per operazioni militari, come accaduto settimane fa per un treno diretto a Palmanova,i lavoratori proclameranno lo sciopero immediato.
Un segnale di rottura contro quella che il sindacato definisce la “militarizzazione delle fabbriche”, rifiutando di diventare complici di un riarmo che, secondo USB, i lavoratori stanno già pagando con l’inflazione e la perdita di potere d’acquisto.
L’USB ha proclamato lo sciopero anche presso la Compagnia Portuale di Piombino per tutelare chiunque decidesse di opporsi al carico. Tuttavia, il sindacato denuncia un clima di forte pressione: “Si usa l’infame ricatto occupazionale. La scarsità di traffici commerciali, dovuta anche alla presenza del rigassificatore che limita lo sviluppo del porto, viene usata per convincere i lavoratori a chiudere gli occhi”.


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