La Repubblica Popolare cinese ha deciso di mettere in isolamento chiunque arrivi da Paesi stranieri, compresa l’Italia. Il consigliere regionale della Lega: “Cinesi ‘fascioleghisti’?”

“Le misure restrittive decise dalla Cina dimostrano ancora una vota la visione inadeguata che hanno avuto i nostri governanti nei primi mesi dell’anno – dice il consigliere regionale di Firenze, Jacopo Alberti (Lega) – se avessero avuto il coraggio di mettere in quarantena tutti coloro che arrivavano dalla Cina già a gennaio, subito dopo il lancio dell’allarme da parte delle autorità sanitarie cinesi, forse questi focolai che stanno mettendo in ginocchio l’Europa si sarebbero evitati. Se è vero, come sostengono illustri virologi e epidemiologi, che il virus era già in circolazione prima della chiusura dei voli, è evidente che le decisioni sono state prese in ritardo, e l’allarme è stato preso sottogamba. Era gennaio, si vede che Pd e Movimento 5 stelle, che sono al Governo di questo Paese, erano troppo impegnati con la campagna elettorale delle regionali per prendere decisioni tempestive”.

Jacopo Alberti

“Ora la gravità della situazione è chiara a tutti: la salute pubblica è stata messa a repentaglio da decisioni tardive, il servizio sanitario è al collasso, l’economia è in crisi per le disdette. Qualcuno dovrà prendersi le responsabilità di una simile disfatta per il Paese. Oggi sembra una barzelletta leggere che la Cina mette in quarantena gli stranieri. Quando i governatori di Veneto e Lombardia chiedevano la quarantena, furono tacciati di razzismo, quando la Lega ha proposto la quarantena per chiunque rientrava in Toscana dalla Cina, è stata attaccata da chi minimizzava il problema, fior fiore di virologi sono stati messi alla berlina per aver criticato le decisioni della Regione Toscana. Oggi lo schiaffo morale definitivo a Rossi e all’Italia. Adesso mi aspetto – conclude Alberti – che il Governatore Rossi scriva un post per accusare di essere ‘male informati, in malafede e fascioleghisti’ anche i governanti della Repubblica Popolare cinese”.

alberti