L’Associazione Apuana Amici Italia-Israele interviene sull’interrogazione della consigliera Bennati al Comune di Massa riguardo ai rapporti delle farmacie comunali con Teva. Ricordiamo che Teva è il maggiore produttore mondiale di farmaci equivalenti: ogni giorno garantisce cure accessibili a milioni di persone. Boicottarla significherebbe ridurre l’accesso alle terapie, aumentare i costi per cittadini e Servizio Sanitario Nazionale e colpire anche i mille lavoratori italiani che operano nell’azienda. Non è pacifismo, è un danno concreto alla salute pubblica. Chi parla di “coerenza” dovrebbe allora rinunciare a molte innovazioni nate in Israele e che usiamo quotidianamente: Waze per la navigazione, la chiavetta USB, i firewall informatici di Check Point, la messaggistica istantanea nata con ICQ, la capsula endoscopica PillCam, l’irrigazione a goccia di Netafim, i sistemi di sicurezza automobilistica Mobileye, le architetture Intel sviluppate a Haifa. Se davvero si volesse boicottare Israele, bisognerebbe spegnere lo smartphone, rinunciare a funzioni vitali delle auto, disconnettere i computer e tornare a procedure mediche più invasive. È un non-senso che non ha effetti geopolitici ma che penalizza i cittadini. Per questo chiediamo alle istituzioni locali di difendere la neutralità sanitaria: la salute non ha bandiera e la scienza non si boicotta. Teva, con migliaia di farmaci equivalenti e centinaia di milioni di pazienti nel mondo, è un pilastro delle cure accessibili. Privare farmacisti e medici di strumenti terapeutici per ragioni ideologiche significa scaricare il prezzo politico sui pazienti. Chi ha davvero a cuore la vita e la pace dovrebbe sostenere ricerca, cure e dialogo, non boicottaggi che impoveriscono la salute pubblica e alimentano divisioni.
Adelindo Frulletti – Presidente
Silvia Dell’Amico – Vicepresidente
Associazione Apuana Amici Italia Israele – La Spezia, Massa Carrara, Versilia
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