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La spirale della violenza

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VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – Il processo violento, in circostanze di familiarità con la vittima, può svolgersi secondo uno schema ‘classico’, che può essere dunque riconosciuto al suo inizio. Il meccanismo che meglio definisce le fasi di una condizione di violenza domestica subita viene chiamato “spirale della violenza” o “ciclo della violenza”; esso descrive le modalità attraverso cui l’aggressore raggiunge il suo scopo di sottomissione del/la partner facendola/o sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente. Di solito si possono individuare alcune fasi del circuito violento che possono presentarsi in un crescendo. L’approccio funzionale alla violenza prevede anzitutto  l’isolamento, le intimidazioni, le minacce, i ricatti che riguardano, poi possono sopraggiungere aggressioni fisiche e/o sessuali. Il tutto viene offuscato spesso con false riappacificazioni che alternano periodi di calma apparente, il che risponde bene al tentativo di rendere più confusa la vittima ed anche più fragile. E’ importante saper riconoscere il processo del maltrattamento in quanto ciò consente di individuare i precursori della violenza e prendere opportunamente misure di autoprotezione.

La spirale della violenza è infatti spesso riconducibile ad un ciclo di tre fasi, le quali provocano nella vittima un disorientamento che impedisce di valutare lucidamente la situazione.

  1. Sale la tensione, si accresce la sensazione di incertezza ed insicurezza, è nell’aria che possa avvenire lo scoppio di rabbia. Qui la vittima, più spesso donna, impara a mettere in atto strategie di tamponamento della tensione. Nonostante gli sforzi l’episodio di violenza è solo rimandato temporaneamente.
  2. L’esplosione violenta avverrà, in un crescendo di insulti, angherie e violenza. Il rilascio della tensione costruita durante la prima fase caratterizza la fase di maltrattamento attivo, che di solito ha una durata da due a ventiquattro ore. In questa fase la violenza è inevitabile ed al tempo stesso difficile da prevedere quando, le statistiche indicano che il rischio di omicidio è al suo apice.
  3. ‘La luna di miele’. In questa fase, sale nell’aggressore la paura di perdere la vittima; così subentra una fase di calma, in apparenza si pente, per la necessità di ripristinare l’equilibrio precedente. Le scuse, quando ci sono, sono riferite all’aver esagerato nel moto rabbioso, tende comunque ad autolegittimarsi il comportamento, giustificarlo e non assumersi responsabilità. Si comporta in modo controverso la soccorrere aumentando così la dipendenza emotiva della sua vittima, che tende a mantenere un’idea positiva del partner. Ma tutto è destinato a ricominciare il ciclo riparte daccapo con la fase della tensione.

Questo copione si riferisce alla situazione violente nelle relazioni intime, che ricordo avvengono all’interno di una relazione stabile o di coabitazione e possono assumere varie forme: molestie, persecuzioni o abuso sessuale da parte di un partner maschile verso una partner femminile, nelle relazioni omosessuali di un/a partner sull’altro/a.   Il problema è che una volta instaurata la spirale della violenza essa tende a cronicizzarsi. Questo fatto induce le vittime delle condotte lesive ad alterare notevolmente la soglia di percezione rispetto alla gravità dei fatti, abbassandola, addirittura alcune di loro per prime reputano sopportabile il fatto, tendendo ad ‘abituarsi’ al maltrattamento ed all’abuso.

Questo fenomeno tanto diffuso quanto sommerso, che perlopiù non viene rilevato e resta silente, è importante poterlo riconoscerne in fase di esordio

Nella prossima puntata un esempio narrato per non cadere in trappola.

Rubrisex a cura di

Dr.ssa Patrizia Mascari  Psicologa, Consulente di coppia, Professore ac. UniFi, autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli.  Contattabile per ulteriori informazioni  all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

In collaborazione con                                                                                                                          Dr. Luca Lunardini  Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la U.O. di Urologia, A.S.L. 12 Versilia. Contattabile per  approfondimenti  all’ indirizzo email: luca.lunardini1@tin.it

 

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