La Versilia ricorda Giorgio Gaber nel giorno del suo compleanno

Giorgio Gaber avrebbe compiuto oggi 80 anni. Questo pomeriggio in via Londonio 28, in zona Sempione a Milano proprio di fronte all’abitazione dove Gaber è nato, verrà posta una targa commemorativa alla presenza della moglie Ombretta Colli, della figlia Dalia e dei suoi nipoti Lorenzo e Luca.

La Versilia è stata un pò la seconda patria di Giorgio, luogo fra le altre cose dove l’artista è morto il pomeriggio di capodanno del 2003 (precisamente nella sua casa di Montemagno, sulle colline di Camaiore). Territorio, questo, che dedica al signor G un bellissimo festival realizzato nel mese di luglio ogni anno dalla Fondazione Gaber e dall’amministrazione comunale di Camaiore. E’ un omaggio doveroso quello del Festival perché Giorgio amava la Versilia e amava Viareggio dove il Festival è nato ed è cresciuto alla Cittadella del Carnevale, con edizioni memorabili, diventando lo strumento più importante e più seguito dalla gente per perpetrare il valore dell’opera del Signor G., il suo teatro canzone e molto altro.

Il legame con la Versilia è stata rinsaldato da Giorgio anche dai suoi spettacoli alla Versiliana, prime nazionali e repliche alle quali Giorgio teneva in particolare perché sapeva del calore e dell’affetto di un pubblico che ha sempre amato lui e la sua famiglia. Anche la moglie Ombretta e la figlia Dalia erano e restano affezionate a un territorio in cui hanno fortissimamente voluto il Festival che anche nell’edizione 2019, ora in cantiere, saprà stupire.

Ricordiamo che Camaiore è il primo Comune in Toscana a dedicare l’intitolazione di un plesso scolastico a Giorgio Gaber. All’artista milanese è stato intitolato l’Istituto Comprensivo Camaiore 2 di Lido, che è diventato quindi Istituto Comprensivo Giorgio Gaber.

LA VITA. Giorgio Gaberščik nacque il 25 gennaio 1939 vicino a piazza Gramsci, a nord del centro di Milano. Il cognome aveva origini slovene, e Gaber se lo accorciò per praticità alla fine degli anni Cinquanta. Fu in quegli anni che si esibì per le prime volte nei locali milanesi, dimostrandosi un ottimo chitarrista e con i riferimenti giusti, ispirandosi ai jazzisti americani ed europei e accorgendosi da subito che il rock and roll era lì per restare. Suonò con Jannacci, con Luigi Tenco, con Paolo Tomelleri e con Gian Franco Reverberi: misero insieme i Rocky Mountains Old Times Stompers, con i quali suonavano al Santa Tecla a due passi dal Duomo. Gaber fu notato, iniziò a incidere per l’etichetta Ricordi e a fare coppia con Jannacci.

Gli anni Sessanta furono quelli della consacrazione, in cui definì il suo stile di cantautore ispirato ai modelli americani e francesi e cominciò ad apparire sempre più in televisione. Si sposò con la cantante Ombretta Colli, che rimase sua moglie per tutta la vita e con la quale ebbe una figlia, Dalia. Negli anni Settanta Gaber si spostò dalla televisione al teatro, dando inizio alla fase della sua carriera che ancora oggi è evocata più di frequente. I suoi spettacoli contenevano monologhi, racconti e canzoni, e i suoi testi sempre più di frequente riguardavano questioni politiche, molto spesso interpretate in chiave umoristica o assurda. “Qualcuno era comunista”, “Destra-sinistra” e “Il conformista” furono alcuni dei prodotti più celebri tra gli spettacoli degli anni Novanta, tutti raccolti nel disco “La mia generazione ha perso” del 2001.