La voragine sul Lungarno inghiottisce le auto, nel video le immagini del disastro

0

FIRENZE – La voragine sul Lungarno fiorentino, provocata dalla rottura di una tubazione, come già scritto questa mattina da TGregione.it ( LEGGI ANCHE: Firenze: sprofonda il Lungarno Torrigiani ) ha inghiottito 20 auto. Una grossa gru è arrivata sul lungarno Torrigiani per il recupero delle vetture sprofondate nella parte più profonda della voragine. Le auto parcheggiate alle estremità dello smottamento, più facilmente raggiungibili, sono state recuperate con l’aiuto di un carro attrezzi e di una pedana in metallo impiegata per superare gli avvallamenti causati dalle fratture dell’asfalto. Tra queste anche l’auto di una coppia tedesca in vacanza a Firenze, che ha assistito al recupero e alla fine ha applaudito i pompieri e gli operatori.

Dopo lo stupore per la voragine apertasi nel Lungarno Torrigiani, anche il Comitato No Tunnel TAV di Firenze sta facendo delle riflessioni su quanto accaduto: “I nostri tecnici che abbiamo contattato ci hanno fatto rilevare come la causa dello sprofondamento del terreno è probabilmente da imputarsi ad un perdita di acqua nelle tubature; questa falla era presente da molto tempo ed è confermata dalla presenza di piante nate e cresciute sul muro della spalletta (si vede bene dalle foto).  Sulle spallette lontane dal cedimento non c’è presenza di così cospicua vegetazione. L’acqua, fuoriuscita probabilmente da anni, ha intriso la terra contenuta dalla spalletta e ne ha aumentato il peso, questo ha poi provocato il collasso della spalletta stessa che ha spanciato provocando in superficie una voragine. Se questa è la probabile dinamica dell’incidente non si può non stigmatizzare l’inefficienza di Publiacqua che ha consentito perdite nella rete di dimensioni così cospicue, per così tanto tempo e dai rischi molto alti. Il Comitato stigmatizza ancora una volta che la scelta folle di favorire solo scelte economiciste favorisce la realizzazione di grandi opere inutili, ma penalizza manutenzione e messa in sicurezza. Quanto accaduto sul Lungarno Torregiani, che poteva avere conseguenze ben più gravi, è il perfetto frutto di scelte politiche ed economiche sbagliate. Tutto questo non può che indurre a ripetere che si devono abbandonare le folli spese per le grandi opere inutili, le privatizzazioni scriteriate e si deve tornare ad una saggia politica di manutenzione e di protezione di quanto esistente”.

“E’ vero che alla base del crollo sul Lungarno c’è un evento meccanico accidentale come la rottura di una dorsale dell’acquedotto, ma è anche vero che la città è soggetta a rischi, pericoli, incidenti, anche fatalità. Invece di imprecare oggi contro la sorte malvagia e ria, e da domani continuare ad aumentare i rischi con interventi vari, bisogna cercare di creare reti di protezione, diminuendo i fattori di rischio o creando le condizioni per minimizzare i danni sulle strutture esistenti – commentano i “No Tav Firenze” – Publiacqa investa gli utili netti, che nel 2015 ammontano a 29 milioni di euro, nel controllo, nella manutenzione e nell’ammodernamento della rete idrica. Visto che i fiorentini pagano, tra l’alto, le tariffe più care d’Italia non meritano di essere tartassati e subire anche i danni di una rete idrica che fa acqua da tutte le parti. Per non parlare dell’amianto che ancora accompagna ben 225 km di tubature di Publiacqua. Una governance Publiacqua che è figlia di Renzi sindaco, con Boschi nel cda e D’Angelis presidente Perché le città, come pure il resto del territorio, non sono entità statiche, substrati a disposizione degli appetiti o delle idee (spesso balzane) di amministratori, turisti, scavatori seriali, palazzinari e compagnia. Quindi, come abbiamo detto molte altre volte, messa in sicurezza del territorio e rispetto per la sua fragilità che oggi non viene riconosciuta e viene spesso sfidata con mega opere che vanno a sconvolgere il sistema idrogeologico per operazioni speculative a cui esistono alternative non impattanti. Buoni esempi sul territorio fiorentino sono il famigerato tunnel Tav che impatta la falda in più punti e il nuovo aeroporto che richiede la completa alterazione del complesso sistema idrico del Fosso Reale. Per non dire delle tramvie ipotizzate sotto il centro storico. Il crollo del Lungarno deve far riflettere anche chi finora non ha valutato i rischi che si nascondono proprio in un sottosuolo che si vorrebbe sempre più sfruttare senza considerarne la intrinseca fragilità”.

Nel video, girato dai Vigili del Fuoco, le immagini del disastro:

Nella gallery le foto aeree fatte dalla Polizia di Stato

 

No comments