“L’acquisto di un bagno da parte di una multinazionale ci dovrebbe interrogare”

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PIETRASANTA – “La notizia dell’acquisto di uno stabilimento balneare versiliese da parte di una multinazionale del turismo ci dovrebbe interrogare” – La nota stampa è a firma di Mario Navari: “La situazione odierna vede oltre 500 e più concessionari balneari vivere in una situazione di precarietà dettata dalla direttiva Bolkestein, direttiva che prevede le aste. L’incertezza è uno stato d’animo che riguarda soprattutto i piccoli imprenditori locali e non le catene del lusso (multinazionale Nikki Beach, Twiga), le potenti famiglie italiane (Barilla, Marcucci) e la politica ai massimi livelli (Santanchè, senatore Baldini). Queste ultime tre categorie con gli acquisti già effettuati e con la volontà di allargare le proprie attività dimostrano come le leggi per taluni non rappresentino nessun tipo di ostacolo. Per questi la Bolkestein non fa paura, verrebbe da pensare che potrebbe essere un occasione golosa. A seguito di queste compra-vendite di bagni si valutano diversi elementi: il target, la qualità del servizio, l’attenzione dei vip, il livello di lusso ecc. La cosa che però non viene presa in esame è la mutazione genetica a cui rischia di essere sottoposta la costa versiliese. Una spiaggia famosa nel mondo, non solo per le sue caratteristiche e per la sua gestione, rischia di essere omologata ai modelli villaggio turistici. Per sincerità la Bolkestein vede ampliare i propri consensi anche a
seguito della gestione di alcuni gestori dei bagni versiliesi, che invece di utilizzare tale aree ricordandosi di gestire beni demaniali, si comportano come veri e propri proprietari chiudendo ad esempio gli accessi a mare. Ricordiamoci tuttavia che la direttiva europea in esame non prevede spiagge libere. A Pietrasanta, dove il sindaco Mallegni plaude per l’acquisto da parte di una multinazionale americana di un bagno storico, si arriva al colmo. In questi ultimi giorni, mentre l’amministrazione provvede ad invadere il centro storico con strisce blu a pagamento con rabbia connessa di residenti e commercianti, arrivano nel contempo il rinnovo di un centinaio di concessioni per l’utilizzo in esclusiva delle aree di parcheggio per i bagni. Purtroppo tali scelte amministrative e le direttive del Parlamento
Europeo non sembrano sciogliere i nodi aperti per la gestione di tali beni comuni. Anche per coloro che pensano che le leggi di mercato, come la Bolkestein, siano la risoluzione invitiamo alla riflessione. Anche perché come diceva il famoso pensatore, il mercato altro non è che libera volpe in libero pollaio”.

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