Arte e scienza non sono così distanti come la tradizione ci ha portato a pensare finora. Non semplicemente perché l’arte contemporanea è sempre più contaminata dalla tecnologia, realizzando opere e installazioni che fanno largo uso di soluzioni legate al mondo della scienza. Ma soprattutto perché il cuore della ricerca di entrambe mira nella stessa direzione: interrogarsi sulle domande fondamentali, in cerca di risposte che vadano oltre la contingenza. In quest’ottica nasce il progetto “CRESCI – Creative Science Un radicale esperimento” che apre domani alle 17 al mudaC– museo delle arti Carrara: una mostra di opere realizzate da scienziati internazionali e in collaborazione con artisti attivi a Carrara, a cura di Jennifer Taufer, visitabile fino al 2 giugno prossimo. A seguire, una conferenza tenuta dagli artisti per confrontarsi su tematiche e modalità affini tra arte e scienza. “Scienza e arte sono spesso percepite come attività agli antipodi: la prima associata alla logica, al rigore e all’oggettività; la seconda all’intuizione, alla sensibilità e all’espressività individuale”, spiega Flavio Del Santo, fisico quantistico e fondatore del CreSci. “CreSci è un progetto a lungo termine che nasce per mettere in discussione questi pregiudizi e mostrare come, pur attraverso metodi diversi, arte e scienza condividano un elemento fondamentale: la creatività, motore essenziale del progresso culturale”.
Dodici artiste/i e altrettanti scienziate/i partecipano all’iniziativa, in cui lo scambio di “professione” in realtà consente un confronto approfondito e stimolante. La ricerca scientifica entra nello spazio espositivo e si presenta come opera, mentre la pratica artistica esce dall’oggetto e si espone come discorso, nel formato della conferenza, esponendo domande, processi, riferimenti teorici e contesti. Il risultato rende evidente come arte e scienza producano modelli del mondo e li espongano allo sguardo di una comunità.
L’arte si fa scienza (e viceversa) a Carrara




