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L’assassino di Vania interrogato dal PM: “L’ho vista bruciare e sono andato via”

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LUCCA – ( di Letizia Tassinari ) – Un interrogatorio col Pubblico Ministero Piero Capizzotto durato ore e ore, durante il quale Pasquale Russo, arrestato per l’omicidio di Vania Vannucchi, morta questa mattina all’alba a Cisanello per le gravi ustioni ( LEGGI ANCHE: Bruciata viva, Vania non ce l’ha fatta: è morta all’alba. Arrestato l’ex per omicidio  ) ha risposto alla domande: “L’ho vista bruciare, ma me ne sono andato, dovevo tornare a casa”, ha detto ammettendo di aver gettato una tanica di benzina che aveva con sè addosso alla ex ma non di averle dato fuoco. “Non volevo uccidere”, ha aggiunto al pm. Ma la sua versione dei fatti non convince. Chiuso in cella al carcere San Giorgio Russo l’uomo attende ora di essere ascoltato dal Gip Giuseppe Pezzuti, l’interrogatorio è stato fissato per venerdi mattina. La vicenda del cellulare, di cui Vania aveva denunciato il furto soltanto il giorno prima di essere bruciata viva, è stato ritrovato nella sua auto dalla Polizia, e questo fa credere agli inquirenti della Squadra Mobile diretta dalla dottoressa Silvia Cascino, che sia stato il suo omicida a lasciarglielo dopo la richiesta di un incontro, probabilmente per restituirglielo. Lei lo aveva accusato di averglielo rubato, lui alle accuse si era alterato e forse questo potrebbe aver scatenato la furia omicida. Pochi i riscontri della versiona fornita dall’arrestato. La tanica di benzina rovesciata sul corpo di Vania che Russo dice di aver gettato via poco distante non è stata ritrovata. Le molestie, le botte, le minacce del passato sono al vaglio della Polizia, che ha ascoltato le testimonianze delle amiche della vittima. E il quadro che ne emerge non combacia con quanto dichiarato da Russo. Nessuna pietà da parte dell’uomo, che se ne è andato via lasciando la vittima come una torcia umana avvolta dalla fiamme che gridava aiuto: “dovevo andare a casa”, ha ripetuto agli inquirenti. E lei, Vania, un ex marito e due figli, è morta, lasciando sotto choc una città intera. Tra i due c’era stata una storia, poi finita, e l’uomo non aveva accettato la rottura del rapporto.  Un omicidio premeditato? O un raptus passionale? Agli investigatori il compito di ricostruire il puzzle che ha portato alla orribile vicenda che in lucchesia, negli ultimi anni, non ha precedenti.

I Comuni di Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari, Villa Basilica, Pescaglia si sono accordati per vivere uniti questo momento di lutto e esprimere la solidarietà alla famiglia della vittima. Purtroppo anche il nostro territorio ha vissuto questo grave momento di violenza contro le donne, un tema sempre più all’ordine del giorno e che è stato anche affrontato dagli stessi Comuni in occasione dell’ultima riunione della conferenza zonale. La partecipazione dei Comuni è avvenuta simbolicamente attraverso il posizionamento, nelle sedi istituzionali, delle bandiere  a mezz’asta in segno di lutto e, in alcuni casi, dell’esposizione di un drappo rosso listato a lutto in segno della lotta alla violenza contro le donne

1 comment

  1. Fabrizio 3 Agosto, 2016 at 16:55

    Nessun Raptus Passionale a chi va ad un appuntamento con una tanica di benzina!!! che non passi la semi infermità mentale!! e a mio parere per reati gravissimi come l’omicidio, non ci dovrebbe essere nemmeno il rito abbreviato!

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