Lavarone: “Quale emergenza?”

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MARINA DI PIETRASANTA – Lavarone: “Quale emergenza?”

La nota arriva da Nicola Conti, del Pd di Pietrasanta:

“Che piaccia o no, che emani cattivi odori più o meno sopportabili, ma il lavarone spiaggiato sulle rive del mare è un fenomeno naturale e lo era anche quando a governare c’era il centrosinistra nonostante le polemiche politiche che in passato ad ogni evento si sprecavano.

Questo non vuol dire che la politica non possa esimersi dall’affrontarne il tema, anzi. E fu proprio nei cinque anni di Amministrazione Lombardi, grazie in particolare all’operato dell’assessore Italo Viti, che fu presa assieme ad Ersu una decisione lungimirante ed economicamente vantaggiosa per la comunità, ovvero quella di investire in un impianto mobile di vagliatura e in uno fisso sito in via Pontenuovo per il trattamento del lavarone in modo da non movimentare e smaltire tonnellate di sabbia, con un notevole minor impatto ambientale. Da smaltire il rifiuto a 130 €/ton si è passati a 70 €/ton, con un quantitativo destinato alla discarica che è passato dal 100% del lavarone al solo 1,1%, quindi con un riciclo del 98,9% e un effetto estremamente positivo per l’ambiente.

Vogliamo ridurne la produzione? È necessario mantenere in buono stato i fiumi e fossi che ovviamente sfociano in mare, cercare di preservare le nostre colline e montagne, promuovere iniziative di educazione civica contro l’abbandono dei rifiuti, che nel lavarone rappresentano una forte criticità.

Mazzoni fa bene a rivolgersi alla Regione per richiederne un intervento, ma non dovrebbe dimenticare che pochi mesi fa la sua maggioranza ha votato incomprensibilmente contro ad una delibera che avrebbe permesso all’Unione dei Comuni di recepire proprio dalla Regione circa 500mila euro per la sistemazione delle nostre montagne. L’Amministrazione dovrebbe promuovere ricerche e studi per individuare soluzioni per rimuovere direttamente dal mare il lavarone, proprio come fanno lungo le coste romagnole, soluzioni da condividere con le Associazioni Ambientaliste che possiedono conoscenze e punti di vista non trascurabili.

Magari basterebbe iniziare con delle prove, dei noli, in scala ridotta o con prototipi; forse basterebbe fare sopralluoghi e riproporre cose che già vengono fatte senza poi scoprire nulla, invece di scrivere delle cartoline solo per poi poter dare la colpa a qualcun altro, che poi se di colore politico diverso, risulta anche comodo”

 

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