Lavoratori clandestini, denunciati i titolari: sanzioni per 50mila euro

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PRATO – Ieri mattina ha avuto luogo, coordinato dalla Divisione di Polizia Amministrativa, Sociale e Immigrazione della Questura di Prato, un nuovo Servizio Straordinario di controllo presso attività produttive condotte da cittadini stranieri.

Con inizio alle ore 10.45 circa, la “Squadra Interforze”, composta nell’occasione da personale appartenente alla Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione PASI di questa Questura, da personale della locale Polizia Municipale, della Regione Carabinieri Forestale Toscana – Gruppo di Prato, dell’INPS, dell’U.S.L. e dell’ALIA Servizi Ambientali, ha effettuato un nuovo servizio di controllo, avente a oggetto due ditte cinesi di confezioni, site in via A. Ciardi, nel quartiere pratese di San Paolo.

Nella prima ditta sono stati identificati 12 cittadini cinesi intenti in attività lavorativa, di cui uno privo di documenti d’identità e clandestino, pertanto condotto immediatamente in Questura per la prosecuzione dei dovuti accertamenti di specie, appurandosi peraltro che erano ben sette i lavoratori cinesi comunque sprovvisti di
regolare contratto. Ciò determinava l’irrogazione, a carico della cinquantaquattrenne cinese titolare della ditta di sanzione amministrativa pari a complessivi 21.000 euro con contestuale sua denuncia in stato di libertà per il reato di sfruttamento di manodopera irregolare e sequestro amministrativo dei 39 macchinari tessili professionali presenti nell’attività produttiva, elevandosi connessa sanzione pecuniaria di 4.300 euro, a cui si è aggiunta un’ulteriore sanzione da 3.000 euro per il mancato pagamento di quanto dovuto all’Alia per l’anno 2017 in merito allo smaltimento di rifiuti speciali.

Nella seconda ditta controllata, sono stati identificati 17 cittadini cinesi intenti in attività lavorativa, di cui tre senza documenti d’identità e clandestini, per i quali sono poi proseguiti gli accertamenti di specie, appurandosi peraltro che erano sei i lavoratori cinesi comunque privi di regolare contratto. Si determinava pertanto, anche in questo caso, l’irrogazione a carico della quarantottenne cinese titolare, di sanzione amministrativa pari a complessivi 18.000 euro con contestuale sua denuncia in stato di libertà per il reato di sfruttamento di manodopera irregolare e
sanzione pecuniaria di 400 euro per l’utilizzo dei locali produttivi anche a scopo abitativo, a cui si è aggiunta l’ulteriore sanzione da 2.000 euro per il mancato pagamento di quanto dovuto all’Alia per l’anno 2017.

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