Un mercato del lavoro che tiene, ma che mostra segnali di fragilità sempre più evidenti. È il quadro che emerge dall’analisi sull’occupazione in provincia di Siena nel 2025, dove la stabilità complessiva nasconde profonde differenze tra settori, tipologie contrattuali e qualità del lavoro.
Secondo i dati elaborati sulla base dell’indagine Istat sulle Forze di lavoro, a fine 2025 gli occupati nel territorio senese erano circa 119mila. Rispetto al periodo pre-pandemia il saldo resta positivo, con circa 2mila posti di lavoro in più rispetto al 2019 (+1,6%), anche se nell’ultimo anno si registra una lieve flessione dello 0,6%.
A crescere sono soprattutto i lavoratori dipendenti, aumentati del 5,6% rispetto al 2019 e del 2,2% nell’ultimo anno. In netto calo invece il lavoro autonomo e indipendente, che perde il 10,3% rispetto al periodo pre-Covid e il 9,2% rispetto al 2024.
Le differenze emergono con forza anche osservando i singoli comparti economici. L’agricoltura resta il settore più penalizzato nel confronto con il 2019 (-13%), nonostante una lieve ripresa nell’ultimo anno. Segno negativo anche per il manifatturiero, che registra una diminuzione dell’occupazione sia rispetto al 2024 (-1,7%) sia rispetto al periodo pre-pandemia (-3,9%).
Continua invece la crescita delle costruzioni, sostenute ancora dagli incentivi edilizi, con un aumento del 21,9% rispetto al 2019. Positivo anche il bilancio del comparto commercio-turismo, che pur rallentando nell’ultimo anno (-1%) resta ben sopra i livelli pre-pandemia (+21,5%).
Il tasso di disoccupazione in provincia di Siena si attesta al 3,2%, uno dei più bassi della Toscana e inferiore alla media regionale del 4,4%. Resta però marcata la differenza tra uomini e donne: la disoccupazione femminile raggiunge il 4,2%, contro il 2,3% di quella maschile.
Dai dati del Sistema Informativo Lavoro della Regione Toscana emerge inoltre una frenata nelle nuove assunzioni. Nel corso del 2025 le comunicazioni di avviamento al lavoro inviate ai Centri per l’impiego sono state poco più di 68mila, in calo in tutti i territori della provincia: Valdichiana -7,4%, Valdelsa -5,3%, Siena -3,3% e Amiata -2%.
Il contratto a tempo determinato continua a rappresentare la forma dominante, con il 77% delle assunzioni complessive, mentre solo il 9,5% riguarda contratti a tempo indeterminato. In calo anche le collaborazioni occasionali sportive e il lavoro domestico.
A pesare sono soprattutto le difficoltà di reperimento del personale. Secondo il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, quasi un’impresa su due segnala problemi nel trovare le figure professionali richieste.
Per il trimestre maggio-luglio 2026 sono previste circa 7.140 nuove entrate nel mercato del lavoro provinciale, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La domanda continua a concentrarsi soprattutto nei servizi e nelle piccole imprese.
Le figure più richieste restano quelle legate alla ristorazione e al turismo: addetti alla ristorazione, personale per le pulizie, lavoratori agricoli, addetti alle vendite e all’accoglienza coprono da soli circa il 60% delle richieste complessive.
Molto limitata invece la domanda di profili altamente qualificati: solo il 5% delle assunzioni previste riguarda laureati.
“I dati confermano la sostanziale tenuta del mercato del lavoro senese – commenta il presidente della Camera di commercio Massimo Guasconi – ma emergono elementi che richiedono attenzione. La forte prevalenza di contratti temporanei e la difficoltà nel reperire personale indicano la necessità di investire sulla qualità del lavoro, sulla formazione e sulla stabilità occupazionale”.




