Lavoro nero ad Arezzo, scoperti 50 lavoratori irregolari

La Guardia di Finanza di Arezzo ha individuato 50 lavoratori irregolari dall’inizio del 2026 nel corso di una vasta attività di controllo contro il lavoro sommerso. Le verifiche hanno portato alla contestazione di oltre 73 mila euro di sanzioni amministrative e alla segnalazione di 11 attività per la sospensione dell’esercizio.

In totale sono stati effettuati 74 controlli in tutta la provincia, con irregolarità accertate in 27 casi. Le ispezioni hanno riguardato diversi settori economici, tra cui ristorazione, minimarket, aziende terziste dei comparti orafo, tessile, abbigliamento e pelletteria, edilizia e autolavaggi.

Tra i 50 lavoratori individuati, 39 erano completamente ‘in nero’ mentre 11 risultavano impiegati in modo irregolare. La maggior parte era composta da cittadini stranieri, con presenze significative di lavoratori provenienti da Bangladesh, India e Pakistan. Quattro persone sono state trovate senza regolare permesso di soggiorno. Per questi ultimi casi, quattro datori di lavoro sono stati denunciati alla Procura di Arezzo con l’accusa di aver impiegato manodopera straniera irregolarmente presente in Italia.

Le situazioni più gravi sono state riscontrate in undici imprese, dove i lavoratori in nero superavano il 10% del personale regolarmente assunto. Si tratta di sei aziende terziste del settore dei metalli preziosi, due minimarket e tre autolavaggi.

Per tutte è stata richiesta all’Ispettorato Territoriale del Lavoro la sospensione dell’attività. L’operazione rientra nell’azione di contrasto all’economia sommersa e allo sfruttamento del lavoro, fenomeni che alterano la concorrenza tra imprese e penalizzano i lavoratori privi di tutele.


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