“Le ferite dell’età moderna” secondo l’Ambasciatore Antonio Morabito

Diplomatici, intellettuali, aristocratici e prelati si sono dati appuntamento, mercoledì 5 dicembre 2018, nelle suggestive sale del Collegio Capranica, luogo di formazione e preghiera di molti Papi, per la presentazione dell’ultimo libro di Antonio Morabito. L’Autore, diplomatico di lungo corso, ha lasciato la ricerca dei ricordi versata nella sua prima autobiografica fatica letteraria – Valigia diplomatica – per soffermarsi sulle Moderne Odisee questo il titolo del volume (ed. Albatros, 2018), che l’Uomo moderno è tenuto ad affrontare come un novello Ulisse. Temi che appartengono all’Umanità e che rappresentano delle ferite aperte nel panorama geo-politico internazionale.

L’Ambasciatore Morabito con un linguaggio semplice ma mai banale, come ha evidenziato Mons. Karel Kasteell – decano emerito della Camera Apostolica – affronta con coraggio e saggezza drammi mondiali ed irrisolti. Dalle taciute persecuzioni verso i cristiani, conosciute nelle sue esperienze professionali ai problemi che flagellano le nuove generazioni, visti attraverso il senno del padre di famiglia. Il libro è percorso da un afflato cristiano sincero e convito, mai retorico, frutto anche della formazione capranicense dell’Autore, come ha ricordato il Vice Rettore del Collegio D. Roberto Ghiani, ma che non si appiattisce mai nello sterile pietismo. Antonio Morabito infatti individua responsabilità e formula proposte di intervento, in un’ottica pragmatica e non meramente ideale come hanno evidenziato i giuristi partenopei Antonio Palma e Amedeo Lepore. La penna dell’Autore scorre veloce su queste pagine dove ad un presente molto spesso troppo oscuro, soprattutto per i giovani, come hanno ricordato il Prof. Emilio Petrini Mansi Marchese della Fontanazza e la moderatrice Avv. Antonella Sotira presidente JusGustando, si contrappone un futuro luminoso di cui la nostra migliore gioventù imprenditoriale, testimoniata nell’occasione dal Valter Maria Bartoloni, rappresenta il baluardo più solido. La narrazione di Morabito, come si è potuto apprendere dalle parole di Jean Paul de Jorio e dell’ambasciatore Giuseppe Deodato, si conclude con anelito di fiducia verso l’Uomo che, pur con tutte le sue contraddizioni, saprà rigettare, munito della dovuta forza e Fede, richiamando il prezioso intervento del Can. Luigi Francesco Casolini di Sersale presidente della Confraternita dei Cavalieri di San Silvestro, nel vaso di Pandora i mali del mondo liberando l’ultima dea rimasta: la Speranza. Hanno portato i propri saluti istituzionali Antonello Marino per la Fondazione Giuseppe Marino e Gemma Gesualdi come presidente della benemerita Associazione Brutium. Di particolare significato spirituale è stato l’augurio che il Santo Padre, Papa Francesco, ha voluto inviare all’Autore del volume a ministero dell’Assessore alla Segreteria di Stato del Vaticano Mons. Paolo Borgia. Il prestigioso Collegio dell’Urbe ha accolto per l’occasione personalità d’eccezione, infatti hanno ascoltato con attenzione le dense relazioni S.A.R. il Principe Don Carlo di Borbone delle Due Sicilie Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio,  Principessa Maria Pia Ruspoli, i Principi Guglielmo e Vittoria Giovanelli Marconi, il Principe Pierluigi Brancia d’Apricena, il Duca Luigi Catemario di Quadri, Don Carlos Canevaro dei duchi di Zoagli, la Baronessa Cetty Lombardi Satriani di Portosalvo, Mons. Jean Marie Gervais, il Prefetto Fulvio Rocco De Marinis, l’Avv. Carla Montani con Lucio Dessolis, i Proff.ri Lorenzo Franchini e Fausto Giumetti, Carlo Sportelli, l’esperto di cultura partenopea Filippo Sallusto, la Commendatrice Anna Maria Croce, Avv. Laura Nuccetelli, Rosetta Attento, Elettra Giò Livreri anche in rappresentanza di Chaine des Rotisseurs e il Prof. Giuseppe Frisella, l’Ing. Simone Carrarini, gli attori Viorel Mitu e Lorenzo Maggi, Alessandro Sacerdoti e Franco Ventura Pileggi, lo stilista Massimo Bomba, lo scultore Giulio Gorga, l’Avv. Massimiliano Albanese, l’Avv. Giovanni Mascioli, il Conte regista Vieri Franchini Stappo e l’artista Stefano Veneruso che ha realizzato un videoclip dell’opera di Morabito. Erano altresì presenti alcuni rappresentanti della comunità ebraica di Roma e della Fondazione Magna Grecia, quest’ultima guidata dall’On. Nino Foti.