Legarono nudo a un albero un connazionale: un assolto e due condannati a 8 anni

FIRENZE – Sequestrarono un connazionale e lo legarono nudo a un albero picchiandolo, per poi essere arrestati a Viareggio acccusati di sequestro ai fini di estorsione: oggi, a Firenze, davanti al Gup, il processo dove Said Jarmouni, classe 1986 difeso dagli avvocati Riccardo Balatri e Stefano Gambini, è stato assolto, mentre Ejjillali Nasri, classe ’93, e Said Jarmouni , classe 94, difesi dagli avvocati Massimo Landi e Stefano Gambini, sono stati condannati al minimo della pena, 8 anni, su un massimo edittale di 24 anni previsto dall’articolo 630 del codice penale. Nel caso di specie sono state riconosciute tutte le attenuanti previste dagli articoli 62 bis e 311, oltre alla riduzione di un terzo per il rito abbreviato. Ciò perchè il fatto non è stato ritenuto cosi grave dal magistrato giudicante.

I fatti risalgono all’ottobre dello scorso anno.

Per farsi restituire una partita di cocaina, erano arrivati a sequestrare un loro connazionale, a togliergli tutti i vestiti ed a legarlo ad un albero in una zona boschiva di Pieve Santo Stefano a Lucca. Per questo tre marocchini, irregolari e con precedenti in materia di stupefacenti, erano stati accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione. Nelle prime ore dell’11 ottobre, a seguito di alcune chiamate al 113 che segnalavano grida d’aiuto, equipaggi della SquadraVolante erano infatti intervenuti in via di Rugano dove, addentrandosi tra la vegetazione, avevano trovato un uomo, nudo e legato ad un albero. Poco distante avevano subito arrestato un connazionale, risultato coinvolto nel sequestro. Le indagini immediatamente avviate dalla Squadra Mobile avevano poi permesso di localizzare e fermare a Viareggio altri due marocchini, ritenuti anch’essi autori materiali del sequestro.

Nella notte, intorno alle 3.3o, la Polizia di Stato era intervenuta in via di Rugano, località Pieve Santo Stefano, a Lucca, a seguito di segnalazione al 113 per grida provenienti dalla vicina area boschiva. Addentratisi tra la fitta vegetazione, gli agenti dell’Ufficio Volanti avevano rintracciato un cittadino marocchino 25enne, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti per reati concernenti gli stupefacenti, completamente nudo, imbavagliato e legato al tronco di un albero. Altri operatori, nel contempo, avevano notato parcheggiata sulla strada, nelle immediate vicinanze, un’autovettura Alfa Romeo GT, con a bordo Said Jarmouni, 30enne di origini marocchine, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti per reati concernenti gli stupefacenti. L’uomo, alla vista degli agenti, nel tentativo di fuggire, con mossa repentina, si era spostato dal sedile lato passeggero a quello lato guida, ma era stato immediatamente bloccato. All’interno dell’autovettura erano stati trovati il cellulare e gli abiti del sequestrato. Said Jarmouni era stato tratto in arresto per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. Gli ulteriori approfondimenti investigativi della Squadra Mobile di Lucca diretta dalla dottoressa Silvia Cascino, avevano da subito fatto emergere il concorso, nel grave fatto delittuoso, di altri due connazionali della vittima. Coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, l’indagine ha permesso di individuare e rintracciare, ieri sera, a Viareggio, gli altri sequestratori. Si tratta di Ejjillali Nasri(Marocco, 20.07.1993) e Said Jarmouni (Marocco, 1994), entrambi con precedenti di polizia in materia di stupefacenti. Alla base della vicenda, 100 grammi di cocaina, che i sequestratori avevano qualche tempo prima nascosto nella cucina della loro abitazione di Viareggio, in un’intercapedine tra il muro ed il frigorifero. La droga era in seguito scomparsa. I tre, ritenendo responsabile il giovane connazionale, loro coinquilino, la sera del 10 ottobre scorso, l’avevano a lungo minacciato e malmenato. Per impedire che il vicinato fosse allarmato dalle urla del ragazzo, lo avevano legato e caricato in macchina per condurlo in un luogo in cui nessuno avrebbe udito i suoi lamenti. Giunti a Lucca, in località Pieve Santo Stefano, lo avevano trascinato nel bosco, denudato e legato ad un albero. Per oltre cinquanta minuti Nasri e Jarmouni (1994) hanno continuato a minacciarlo e picchiarlo, mentre il terzo era tornato alla macchina in attesa dei complici. L’arrivo delle Volanti aveva spinto i primi due a fuggire nel bosco e a cercare ospitalità tra i connazionali di Viareggio. Poi il tentativo di contattare la vittima ed indurla a ritrattare le dichiarazioni rese alla Polizia, ma all’incontro, previsto a Viareggio, i due hanno però trovato ad attenderli, all’insaputa della stessa vittima, la Squadra Mobile, già dalla mattina sulle loro tracce.

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