Legittima difesa, licenza di uccidere? Alla Misericordia di Camaiore si parla di sicurezza e di tutto ciò che vi ruota intorno

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CAMAIORE – ( di Matteo Baudone ) – Sicurezza e legittima difesa: di questo si è parlato ieri sera  alla Misericordia di Camaiore al convegno organizzato dall’avvocato penalista Mauro Domenici. Tra gli ospiti del dibattito, moderato da Letizia Tassinari di TGregione.it, il dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio dottor Lucio Vasaturo e la criminologa Giovanna Bellini.

Un argomento scottante, e di attualità, che divide i cittadini in pro e contro sulla possibilità di difendersi dai criminali che si introducano nelle proprie abitazioni o nelle proprie attività mettendo a rischio la loro vita.

Legittima difesa, è bene sottolinarlo, che già esiste ed è contemplata nell’articolo 52 del codice penale:”Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato “costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.  Cosi come, attualmente, la normativa prevede l’eccesso colposo di legittima difesa a fronte di una reazione di difesa eccessiva: non c’è volontà di commettere un reato ma viene meno il requisito della proporzionalità tra difesa ed offesa configurandosi un’errata valutazione colposa della reazione difensiva.  La norma di riferimento, in questo caso, è l’articolo 55 del codice penale: “Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo. L’onere della prova incombe sul soggetto che ha difeso il diritto proprio o altrui e che dovrà indicare i fatti e le circostanze dai quali si evince l’esistenza della scriminante.  La valutazione è rimessa al libero convincimento del giudice che terrà conto di un ragionevole complesso di circostanze oggettive.

Molti i temi trattati: dal daspo urbano, attuato fuori dalla classica situazione degli stadi e delle partite di calcio, agli sgravi fiscali per l’adeguamento di sistemi di videosorveglianza collegati con le forze polizia o con un organismo privato di vigilanza, dal controllo di vicinato alla sinergia con la popolazione.

Simpatico il video parodia riguardo allo sparare di notte che ha introdotto la legittima difesa nella discussione, legge, questa, approvata per ora alla Camera e che dovrà passare al vaglio del Senato. L’avvocato Domenici ha chiaramente esposto nei particolari la legittima difesa, risultando molto equilibrato nella esposizione di quello che è in tutto e per tutto un progetto di legge con pregi e difetti.

Il cittadino, esasperato dai fatti che quotidianamente accadono, e con la paura di trovarsi in casa sconosciuti che attentino alla sua sicurezza, ha anche perso la fiducia nelle istituzioni: non nella Polizia, o nei Carabinieri, ma e soprattutto nella Giustizia, lamentando la non certezza della pena. Legittima difesa, dunque, e licenza di uccidere? Giustizia fai da te? Se la legge verrà approvata ci sarà una escalation di richieste di porto d’armi e di acquiti di pistole?  Viva tra il pubblico è stata la partecipazione e l’ interazione con i relatori.

L’avvocato Domenici ha anche esposto il particolare del fondo di tutela per la difesa di coloro interessati dalle cause a riguardo.

La parola è poi passata dirigente di Polizia dottor Vasaturo – con il messaggio introduttivo della moderatrice del dibattito che è sempre meglio chiamare il 113 e non fare gli sceriffi da soli – che ha fatto un quadro dei crimini nel territorio della Versilia: furti, scippi, qualche rapina, litigi, risse e molto spaccio, ma non una situazione grave rispetto ad altre realtà, con un accenno al degrado. Quanto al daspo urbano, i suoi effetti, si potranno valutare nel tempo. La sinergia con i cittadini è importante, una telefonata, e una segnalazione, sono basilari: ciò che la Polizia cerca è il coinvolgimento della popolazione soprattutto partendo dall’educazione e dai giovani, per togliere insicurezza e per farsi conoscere da tutti come forza propositiva.

Ha concluso il dibattito la dottoressa Bellini con un saggio delle sue competenze di criminologia, delineando i profili psicologici dei criminali, inclusi gli stalker e gli stupratori, con un cenno alle Rems, ancora non attive dopo la chiusura degli Opg.  La sicurezza, ha affermato, è  qualcosa che prima di tutto si percepisce, con una “frecciata” ai media con i tanti casi di cronaca nera riportati.

 

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