L’estate della GdF livornese: 4200 controlli su strada

LIVORNO – Nell’ambito dei peculiari compiti di polizia economico-finanziaria affidati alla Guardia di Finanza, durante il periodo estivo, i finanzieri del Comando Provinciale di Livorno hanno intensificato, anche in orari serali e notturni, le attività di controllo del territorio, predisponendo specifici servizi volti a verificare il rispetto delle norme del Codice della Strada nonché al contrasto dei fenomeni illeciti.

La forte proiezione territoriale dei servizi delle Fiamme Gialle labroniche è finalizzata ad assicurare una adeguata cornice di sicurezza, oltre che a realizzare una più capillare azione di prevenzione e repressione dei traffici illeciti, mediante l’esecuzione di sistematici posti di controllo, nel territorio di tutta la provincia, in prossimità dei maggiori snodi stradali, urbani ed autostradali, dei centri cittadini e dei circuiti a forte vocazione commerciale, ma anche con il presidio delle zone di vigilanza doganale e delle aree litoranee. In particolare, considerata l’alta vocazione turistica del territorio labronico, che vede sopraggiungere nel periodo estivo un elevato numero di turisti, anche stranieri, sono state incrementate, considerato anche il particolare contesto storico, le identificazioni dei conducenti e degli occupanti degli automezzi in transito nell’area, con riscontri sulla regolarità dei documenti personali e dei veicoli.

L’attuazione del dispositivo, negli ultimi mesi, si è concretizzata con l’esecuzione di oltre 4.200 interventi di polizia economico – finanziaria, che hanno permesso di controllare altrettanti veicoli e soggetti, con la rilevazione, tra l’altro, di talune contravvenzioni stradali conseguenti a comportamenti scorretti, in violazione alle norme del Codice della Strada, ed un consistente aumento delle violazioni sulla copertura assicurativa.

Un peculiare intervento a bordo di un’autovettura a Piombino ha consentito di rinvenire un’arma non dichiarata, per il cui possesso è stato denunciato il proprietario.

Nel quadro dell’intensificazione di questi specifici servizi, poste in essere anche con le pattuglie del numero di pubblica utilità “117” e con l’impiego di personale specializzato “ATPI” (Anti Terrorismo Pronto Impiego – Baschi Verdi), sono stati controllati anche oltre una cinquantina di soggetti a bordo di automezzi di “grossa cilindrata” allo scopo di rilevare le manifestazioni di ricchezza “visibile”, acquisendo informazioni su particolari indici di capacità contributiva, come il possesso di autovetture di lusso, ed individuare così persone fisiche e/o imprese che dichiarano un reddito totalmente incongruo rispetto alla spesa sostenuta e nei cui confronti poter eseguire, in un momento successivo, approfondimenti fiscali.

Ecco il modus operandi delle pattuglie: i finanzieri fermano su strada il Suv o auto di grossa cilindrata; il nome del conducente e, qualora non coincidente, l’intestatario/possessore della vettura (o del guidatore nel caso sia intestata a una società) vengono verificati dai militari tramite una piattaforma tecnologica, che è in grado di incrociare tutti i dati disponibili sulle manifestazioni di ricchezza di un soggetto. Se il reddito è incongruo rispetto al costo della vettura, tale indice di capacità contributiva potrà essere preso come base per eventuali, successive verifiche/controlli direttamente dalla Guardia di Finanza oppure potrà essere segnalato ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate, che, inoltrando questionari, basati su redditometro, ai contribuenti, potranno considerare tali elementi per futuri accertamenti.

I controlli eseguiti assumono notevole importanza, in un’ottica di monitoraggio sistematico dei traffici commerciali: oltre 730 il numero dei mezzi fermati per monitorare il movimento delle merci su strada (di cui 100 riferiti ai prodotti sottoposti ad accisa) con contestuale controllo dei documenti di trasporto, della natura, quantità e qualità dei prodotti. Ciò al fine di realizzare una più efficace azione repressiva dei fenomeni di evasione, abusivismo commerciale o illecito impiego di manodopera.

Nell’ambito del rafforzamento dei servizi di sicurezza e dei controlli sui cittadini stranieri presenti nel territorio nazionale, i finanzieri hanno eseguito anche controlli presso numerosi luoghi di aggregazione, al cui esito sono stati anche identificati taluni cittadini extracomunitari di nazionalità cinese, privi di documenti e senza permesso di soggiorno.

Detti soggetti extracomunitari di etnia cinese, sono stati accompagnati presso la Questura di Livorno per gli accertamenti di rito e per il foto segnalamento, all’esito dei quali veniva accertata l’irregolare presenza sul territorio nazionale. I predetti cinesi sono stati, quindi, denunciati all’Autorità Giudiziaria per ingresso clandestino e illegale soggiorno, in violazione della legge dell’immigrazione, e accompagnati presso l’Autorità di Pubblica Sicurezza, per l’emissione del relativo provvedimento di espulsione. Deferita anche la titolare di un’attività commerciale, una donna di nazionalità italiana, per aver occupato al lavoro, nella propria impresa, gli extracomunitari privi di permesso di soggiorno.

La denuncia è scattata anche nei confronti del proprietario di un appartamento sull’Isola d’Elba, concesso in locazione, per il periodo estivo, a vari turisti, senza ottemperare agli obblighi di identificazione e comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza, previsti dalla normativa in materia di Leggi di Pubblica Sicurezza.

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