Il caro dei libri scolastici pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie toscane. Per questo la Regione Toscana lancia un appello affinché venga salvaguardato il mercato dell’usato dei testi scolastici, considerato uno strumento importante per contenere le spese sostenute da studenti e genitori.
L’appello arriva dall’assessora regionale alla Cultura della Toscana, Cristina Manetti, che denuncia come sempre più spesso le famiglie non riescano né a rivendere libri ancora perfettamente utilizzabili né ad acquistarli di seconda mano, perché rapidamente sostituiti da nuove edizioni.
“Questa volta – spiega Cristina Manetti – è capitato anche a me come a tanti genitori provare a vendere i libri di testo di un figlio o di una figlia al termine di un ciclo scolastico e doversi invece rassegnare a buttarli via perché bruciati da una nuova edizione. Libri ancora buoni, adoperati fino a pochi mesi fa e che, a mio parere, avrebbero potuto essere ancora proficuamente utilizzati da altri studenti”.
Secondo l’assessora, il costo dei libri di testo rappresenta un peso sempre maggiore per molte famiglie italiane. “Tante famiglie italiane fanno i salti mortali per i libri di testo. Cifre importanti, che possono raggiungere anche i 1.500 euro a studente, potrebbero essere più contenute accedendo all’usato o consentendo che certi libri passino da un figlio all’altro”.
Per Manetti i vantaggi sarebbero molteplici: chi rivende i libri potrebbe recuperare parte della spesa sostenuta, chi li acquista risparmierebbe sul costo dei testi e si eviterebbe che volumi ancora in buono stato finiscano al macero.
L’assessora sostiene inoltre che il frequente aggiornamento delle edizioni finisca per penalizzare il mercato dell’usato e incidere direttamente sui bilanci delle famiglie. Da qui l’appello della Regione Toscana a tutelare e valorizzare il riutilizzo dei libri scolastici ancora utilizzabili.



