L’importanza del regime alimentare corretto associato al percorso psicoeducazionale familiare

VIAREGGIO (LU) – Un studio condotto su oltre 17 mila bambini inglesi, presentato al congresso di Glasgow e pubblicato in contemporanea su Jama Psychiatry, ha evidenziato che i disturbi d’ansia e depressivi tra i soggetti obesi cominciano ad emergere fin dai sette anni d’età. La dottoressa Charlotte Hardman dell’Università di Liverpool, coautrice dello studio sostiene che i bambini con indice di massa corporea più elevato possono andare incontro a discriminazioni e manifestare una scarsa auto-stima, a causa del loro peso in eccesso e questo può contribuire ad un aumentato rischio di disturbi depressivi nel corso del tempo. Viceversa, i ragazzi affetti da depressione possono sviluppare obesità per il mangiare ‘emotivo’ che li porta a consumare cibi di conforto molto ricchi di calorie e a dormire male. I risultati di questo studio sottolineano dunque l’importanza di interventi precoci, mirati sia al controllo del peso in eccesso che alla salute mentale di questi ragazzi, al fine di ridurre il rischio di strascichi negativi negli anni che verranno. Di conseguenza proporre degli interventi che mirano all’apprendimento di una corretta alimentazione associati ad un approccio terapeutico basato sulla psicoeducazione centrata sulla famiglia diventa punto centrale nei programmi di prevenzione primaria.

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