Bindi: “L’influencer dica in quale bar è stata fatta alzare la famiglia al Forte”

Senza il nome dell’attività “Si rischia di sollevare un polverone mediatico che non fa bene a nessuno” e “gettare un’ombra ingiustificata su tutte le attività del territorio”. Il giorno dopo la denuncia dell’influencer e modella Giulia Ponsi sul caso di una famiglia che sarebbe stata fatta alzare dal tavolo per far sedere un cantante famoso nella mattinata di sabato 22 agosto, il presidente dell’Associazione commercianti di Forte dei Marmi, Alessandro Bindi, sulle colonne del Tirreno torna sull’accaduto.

“Prima di esprimere un giudizio riteniamo che notizie del genere debbano essere accuratamente verificate” ha detto Bindi aggiungendo che “sarebbe corretto fare nomi e cognomi”.

Bocche cucite anche dal Comune dove liquidano la cosa con “Nessun commento, non abbiamo riscontro sulla veridicità dei fatti” al quale fanno eco quelle del commerciante Giovanni Maffei che ha sottolineato che “in giro si sentono anche pareri discordanti”, precisando che “è difficile esprimere un giudizio sentendo una sola campana” e che “non possiamo ignorare che spesso il nome di Forte dei Marmi viene utilizzato per catturare l’attenzione e raccogliere like”.

Sull’argomento è intervenuta anche Paola Dori che ha sentenziato che omettere il nome del locale “non è una cortesia bensì un’ipocrisia” aggiungendo che “Tale scelta nega il diritto di difesa e il contraddittorio agli accusati” e “infanga la reputazione di un’intera comunità turistica d’eccellenza”.

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