L’intervista a Vittorio Gasparrini del Centro per l’unesco di Firenze

Vittorio Gasparrini cosa è il Centro per l’UNESCO di Firenze?

“Il Centro per l’UNESCO di Firenze è un’Associazione che promuove sul territorio gli ideali e i programmi di azione dell’UNESCO. Due anni dopo la nascita di UNESCO, nel 1947 a Sendai in Giappone (non lontano da Hiroshima) nacque la prima associazione che si impegnava, prima ancora che lo Stato Giapponese entrasse a far parte dell’Organizzazione Internazionale, di promuovere i programmi e gli ideali dell’UNESCO. Da allora l’UNESCO consente alla rete dei Clubs e dei Centri per l’UNESCO di portare il nome dell’Organizzazione e di agire sui territori di appartenenza sotto l’egida delle Commissioni Nazionali per l’UNESCO ed in rete con tutti gli altri clubs e centri. Noi cerchiamo di agire in rete con gli altri clubs e centri della Toscana e a livello italiano siamo membri della Federazione Italiana Clubs e Centri per l’UNESCO. Cerchiamo anche di agire in rete con le altre realtà che afferiscono all’UNESCO sul nostro territorio, infatti abbiamo due Cattedre UNESCO (Cattedra Transdisciplinare Sviluppo Umano e Cultura di Pace e Cattedra Gestione Sostenibile del Rischio Idrogeologico, entrambe afferenti all’Università di Firenze) con le quali abbiamo un protocollo d’intesa, con l’Ufficio Patrimonio Mondiale del Comune di Firenze, con le istituzioni (Comune, Città Metropolitana, Regione Toscana, Difensore civico Regionale, Co.Re.Com) e con importanti realtà associative sul nostro territorio, come ad esempio ARCITeatro Firenze, ATT, Fondazione Artemio Franchi, Museo dei Mezzi d i Comunicazione di Arezzo.”

Perché il Centro per l’UNESCO di Firenze in un progetto che ha a che fare con la salute? L’UNESCO non è solo cultura?

“La cultura, l’educazione ed il Patrimonio Mondiale sono due dei settori più noti all’opinione pubblica quando si parla di UNESCO, ma l’UNESCO è anche Scienza. È la prima Organizzazione internazionale nella quale si è parlato di ambiente negli anni ’70 con il programma MAB (Man and Biosphere) e di Bioetica con la Creazione del Comitato Internazionale di Bioetica nel 1993. Temi come l’educazione alla salute sono tipici dell’UNESCO, che ad esempio fa parte del programma interagenzia UNAIDS per l’educazione alla salute nei programmi internazionali di lotta e prevenzione all’AIDS. Per questo siamo particolarmente grati al Centro Clinico La Mongolfiera e a e Centro di Formazione in Psicoterapia e Psicodiagnostica (CEFORP) di avere collaborato con noi alla redazione di questo progetto.”

In cosa si caratterizza questo progetto e come risponde alle politiche dell’UNESCO?

Questo progetto si inserisce pienamente con quelle che sono le politiche dell’UNESCO per la prevenzione all’emergenza COVID19: il Comitato Internazionale di Bioetica dell’UNESCO insieme alla Commissione Mondiale per l’Etica e la Conoscenza Scientifica e la Tecnologia (COMEST) ha adottato un parere nel quale si sottolineava fra l’altro come “gli individui vulnerabili divengano più vulnerabili in questo periodo”.
Inoltre se guardiamo a quelle che sono le politiche di risposta al COVID19 sul sito dell’UNESCO abbiamo una specifica finalità per quanto attiene l’azione “risposta sociale ed umana” le cui finalità specificano proprio come “proteggere la salute e la dignità dell’essere umano e rispettare i valori universali”. Infatti come si legge nella descrizione del programma si tratta di “una sfida globale che prevale e va al di là di tutte le nostre attività potenziali: proteggerei diritti fondamentali e la dignità umana e rispettare i valori universali nell’attuale contesto. A questo livello significa combattere ogni azione di discriminazione, l’incitamento all’odio e la stigmatizzazione, identificando i gruppi sociali più vulnerabili al fine di concettualizzare misure appropriate e condividere buone pratiche, assicurare il rispetto per le regole etiche e studiare e comprendere l’impatto della crisi sulle relazioni sociali (nelle famiglie, fra le generazioni, fra gruppo sociali ed etnici”
La proposta che avanziamo con Centro Clinico La Mongolfiera a Centro di Formazione in Psicoterapia e Psicodiagnostica (CEFORP) risponde pienamente a queste finalità su quella che è la realtà territoriale di Firenze e della Città Metropolitana con la quale stiamo rafforzando i rapporti di collaborazione già in essere, di arricchirlo tramite l’apporto del contributo della Cattedra Transdisciplinare UNESCO Sviluppo Umano e Cultura di pace speriamo di poterlo espandere al resto della Toscana tramite la rete dei Clubs e Centri per l’UNESCO sul territorio e all’Italia attraverso la Federazione Italiana Clubs e Centri per l’UNESCO.

Quali sono le prospettive una volta finita l’emergenza COVID19?

“Ci stiamo attivando con altri importanti partners a livello nazionale e tramite altri partners istituzionali sul territorio per affrontare il tema del bullismo e del cyberbullismo, altra tematica sulla quale l’UNESCO è molto attiva e per lavorare su questo tema nelle scuole con le quali abbiamo attivi progetti PCTO, anche tramite la collaborazione che stiamo attivando con l’Ufficio Scolastico Regionale.

Ciro Costagliola

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