Livorno, crisi e vertenze aperte: corteo unitario il 3 ottobre in centro

Pierburg, Konecta, per non parlare di Piombino e della situazione Takeda e Dumaray. Sono veramente troppe le vertenze che interessano centinaia di lavoratori livornesi, costretti a vivere in uno stato di costante incertezza ormai da mesi se non anni. Per la Cgil è ora di dire basta e attirare l’attenzione di Livorno non su un singolo caso, ma sulla totalità delle vertenze aperte in città e in provincia. Per questo il 3 ottobre il sindacato ha indetto un’unica grande manifestazione in cui riunire i vari casi e rivendicare azioni concrete per ognuno di essi.

Ad annunciare il programma del 3 ottobre è stato il segretario generale di Cgil Livorno Gianfranco Francese durante un incontro a cui hanno preso parte anche Samuele Falossi, segretario generale Slc-Cgil per Livorno e Pisa, Denise Grieco per la Rsu Pierburg e Samanta Iannone per Konecta.
Il quadro delineato dalle sigle sindacali evidenzia una situazione d’emergenza che travalica i confini della sola area urbana labronica, estendendosi all’intera provincia e all’area costiera.

Tra i fronti aperti figurano le vertenze dei lavoratori di Pierburg e del call center Konecta, cui si sommano le criticità irrisolte del polo siderurgico di Piombino e i riflessi delle crisi produttive registrate nell’area pisana, come nei casi di Takeda e Dumary, che vedono impiegati numerosi pendolari livornesi.

L’intento della giornata di mobilitazione è richiamare la responsabilità diretta delle istituzioni locali e nazionali per l’attivazione di tutele straordinarie, volte a prevenire licenziamenti e ridimensionamenti industriali prima che la spirale della crisi diventi irreversibile.
Il corteo prenderà il via alle 9 di sabato 3 ottobre con ritrovo fissato in piazza San Marco. La marcia attraverserà le vie del centro cittadino facendo tappa davanti alle sedi del Municipio e della Provincia di Livorno, per poi concludere il proprio tragitto con un presidio e un incontro istituzionale davanti alla Prefettura.

L’appello del sindacato è rivolto all’intera cittadinanza, chiamato a fare blocco unico a sostegno delle famiglie e dei lavoratori coinvolte nei diversi tavoli di trattativa aziendali.

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