Importanti novità per il welfare e il supporto alla terza età nel territorio labronico. La Conferenza Integrata dei Sindaci della Zona Livornese ha deliberato un consistente pacchetto di rincari a favore del sociale, incrementando fino al 30% gli importi dell’assegno di cura destinati al cosiddetto “contributo badante”.
La nuova misura, che entrerà ufficialmente a regime a partire dal secondo semestre del 2026, nasce con l’obiettivo di alleggerire il carico economico delle famiglie che sostengono spese dirette per l’assistenza domiciliare di parenti anziani e persone non autosufficienti.
La rimodulazione delle quote mensili erogabili, attuata previa regolare rendicontazione delle spese sostenute, prevede una crescita a seconda dell’indicatore Isee e del livello di isogravità del beneficiario. Per i cittadini inseriti nella fascia di isogravità 3, con un indicatore ISEE fino a 15.000 euro, l’assegno mensile sale da 225,00 euro a 300,00 euro.
Il sostegno economico diventa ancora più robusto per le situazioni di maggiore fragilità, ovvero per i livelli di isogravità 4 o 5: in questo caso, i nuclei familiari con un Isee più basso, fino a 7.500 euro, vedranno balzare il proprio contributo da 375,00 euro a ben 500,00 euro al mese. Per la stessa categoria di gravità (4 o 5), ma con un reddito ISEE compreso tra i 7.501 euro e i 15.000 euro, la quota mensile cresce invece da 300,00 euro a 400,00 euro.
I beneficiari diretti saranno le persone non autosufficienti che hanno regolarmente assunto un assistente personale (badante), i nuclei familiari che sostengono il pagamento di rette per prestazioni a carattere semiresidenziale presso strutture debitamente accreditate, e infine tutti coloro che hanno acquistato voucher dedicati per prestazioni di assistenza personale.
“Si tratta di una misura importante che riguarda centinaia di famiglie del nostro territorio – ha commentato l’assessore al sociale del Comune di Livorno Andrea Raspanti, in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci -. Questo provvedimento va nettamente nella direzione di favorire la permanenza degli anziani presso la propria abitazione, prevenendone l’istituzionalizzazione”.
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