Livorno, piano scuole da 3,8 milioni: ecco i lavori

Sfruttare i mesi di chiusura estiva per rimettere a nuovo le scuole e riconsegnare a settembre, a studentesse, studenti e personale scolastico, edifici più sicuri, moderni e sostenibili. Con questo obiettivo il Comune di Livorno ha dato il via a un imponente piano di interventi di edilizia scolastica che interesserà numerosi plessi cittadini nel corso dell’estate.

L’investimento complessivo è di quasi 3.8 milioni di euro, finanziato sia attraverso risorse comunali, sia tramite fondi intercettati partecipando a bandi ministeriali, regionali (PR FESR) e nazionali (Conto Termico del GSE).

L’opera di riqualificazione si articola in 13 grandi interventi distribuiti sul territorio comunale e suddivisi in tre filoni strategici.

Il primo è quello dell’adeguamento antincendio delle strutture, una serie di interventi del valore di 890mila euro che coinvolgerà: la scuola San Gaetano, scuola e palestra Michelangelo, complesso Razzauti-Gamerra, scuola e palestra Lambruschini. I lavori saranno coperti da un finanziamento del Ministero dell’Istruzione e del Merito pari a 755mila euro, con una quota di cofinanziamento comunale di 135mila euro.

Il secondo filone di interventi invece consisterà nella riqualificazione energetica della scuola dell’infanzia Tartaruga e della primaria Puccini. Il costo dei lavori, 1.5 milione di euro, sono interamente coperti da contributi a fondo perduto regionali (PR FESR) e dal Conto Termico del GSE.

Infine il terzo insieme di interventi andrà ad operare nel settore della manutenzione straordinaria. Le scuole interessate sono: centri infanzia Mondolfi, La Rosa e Piccolo Principe; scuole secondarie di primo grado Borsi, Marradi e Tesei. Il costo dei lavori è di 1.392 milioni di euro, interamente finanziati dal Comune.

“La cura del patrimonio scolastico è al centro dell’agenda cittadina – ha spiegato la vicesindaca Libera Camici -. Abbiamo programmato i cantieri tra luglio e agosto per ridurre al minimo i disagi sulla didattica. Tuttavia, abbiamo anche scritto ad Anci affinché si faccia portavoce verso il Governo: servono misure e risorse nazionali adeguate a fronteggiare le ondate di calore estive nelle scuole, perché questo sforzo economico così impegnativo non può gravare esclusivamente sulle spalle dei Comuni”.

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