A Livorno è scoppiata la polemica dopo il servizio di Report sull’inquinamento portuale. Il sindaco Salvetti in un fuorionda si è infatti espresso nuovamente in modo critico nei confronti del prefetto Dionisi. “Io eletto dai cittadini, lui non mi intima nulla”. Dai droni anti-fumi allo scontro personale, il dialogo tra Comune e Prefettura è ai minimi storici.
Il continuo tira e molla fra le prime due cariche cittadine non giova certo alla città, l’assenza di dialogo fra Comune e Prefettura potrebbe infatti portare a dei rallentamenti nel trovare soluzioni proprio contro i fumi in porto, fra le altre cose. Mentre si discute di droni e banchine elettriche, l’attenzione si sposta sulle tensioni politiche, lasciando in secondo piano la salute pubblica.
Il cortocircuito istituzionale non fa bene neppure al porto di Livorno, che necessiterebbe di una strategia comune tra Prefettura, Comune e Autorità Portuale. La frattura tra Salvetti e Dionisi rende più difficile una gestione fluida delle grandi opere ambientali. La questione inizia poi a scavalcare i confini cittadini e ad estendersi invece a quelli nazionali, il confronto tra un sindaco di centrosinistra e un prefetto nominato dal governo di centrodestra infatti diventa così il simbolo di una distanza non solo amministrativa, ma di stile e di metodo comunicativo.
Ad infiammare nuovamente la questione è stato il fuori onda del sindaco Salvetti, che convinto che le telecamere fossero ormai spente ha dichiarato: “È arrivato da Nuoro con l’atteggiamento di chi dice ‘ora vi faccio vedere io’. Ma a me non intima proprio nulla.”
Tutto nasce da un servizio sul monitoraggio dei fumi delle navi. Il Prefetto Giancarlo Dionisi ha proposto misure d’urto: droni per controllare le emissioni ed elettrificazione delle banchine. Proposte che il Sindaco Salvetti ha accolto con scetticismo tecnico, sollevando dubbi sulla reale compatibilità delle navi attuali e sulla provenienza dell’energia elettrica. Il clima è precipitato quando la trasmissione ha diffuso un fuorionda del sindaco. Le parole di Salvetti rivelano un malessere profondo verso i modi del Prefetto, accusato di utilizzare toni troppo perentori.




