L’opposizione fa 13, epilogo amaro per l’Amministrazione Betti

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini) – Un sabato mattina così concitato in piazza Nieri e Paolini probabilmente non si era mai visto: da una parte i tredici consiglieri decisi a protocollare le proprie dimissioni per far così cadere la Giunta, dall’altra fedelissimi del Sindaco – e familiari – a contestarli, in particolar modo sono stati presi di mira i due consiglieri Pd dissidenti Mei e Zappelli, più volte definiti “traditori”. La tensione nell’aria era palpabile con i dimissionari chiusi nella saletta intitolata a Didala Ghilarducci a studiare la miglior formula per evitare vizi di forma, e gli altri ad attenderli nell’atrio antistante la sala del consiglio, con alcuni personaggi che sono scemati in una beceraggine ben poco dignitosa.

Una volta stilato il documento, i consiglieri dimissionari si sono recati allo sportello del protocollo per consegnare le proprie dimissioni, in un deja vù di quanto accadde poco più di due anni fa con Lunardini, stavolta però a fare da colonna sonora ci sono le note di “Bella Ciao” intonate dai vari consiglieri di maggioranza (con annesso seguito), le stesse con cui 16 mesi fa festeggiavano l’elezione di Betti a Sindaco.

Leonardo Betti è arrivato solo poco dopo, a dimissioni consegnate, e intercettato dai giornalisti ha commentato a caldo:”Non esiste un ex Sindaco, esistono semmai ex consiglieri, finché non arriverà il commissario io sarò qui. Indubbiamente il mio stato d’animo è di tristezza, sono stati mesi difficili e viste le condizioni in cui ci siamo trovati a lavorare posso dire che abbiamo fatto bene”. L’ex Sindaco ha poi proseguito: “Non capisco perché mi abbiano mandato a casa, io comunque ho la coscienza a posto. Questa giunta cade per le dimissioni di due consiglieri di SEL, che hanno chiesto di tutto, alzando sempre di più l’asticella, e per due del PD, che poco tempo fa avevano firmato un impegno a sostenermi”. Rimpianti? “Ho fatto degli errori, certamente, in primis la scelta degli assessori nella fase iniziale, che si è rivelata un boomerang – rivela – sono stati i personalismi, la bramosia di tornare ad elezioni da parte di qualcuno a far cadere il Sindaco, niente di più”. “Non so cosa accadrà, c’erano scelte importanti in ballo, faccio tanti auguri alla senatrice Granaiola” è l’ultimo, ironico commento di Betti, confermando che dietro alla sua caduta c’è la sua mano.

Tra l’opposizione la soddisfazione de risultato è mitigata dalla situazione in cui versa la città, ma la condanna verso l’Amministrazione Betti è unanime. Tonino Cima (FI) auspica “una collaborazione delle forze di opposizione con il Commissario al fine di affrontare le problematiche più importanti”, salvo poi passare all’attacco: “Si è fatto di tutto meno che occuparsi dei problemi reali della città, il dissesto per noi non era necessario considerate le disponibilità e i crediti esigibili – ha spiegato – siamo l’unico comune che si è auto-dissestato. Betti ha raccontato molte favole, venendo puntualmente smentito, come atti fantasma”. “Come giunta Lunardini abbiamo le nostre responsabilità – ammette infine Cima – ma al nostro arrivo avevamo già 188 miliardi di lire di debiti certificati causati dall’Amministrazione Marcucci. Questo sarà comunque il mio ultimo atto amministrativo”.

“Si è chiusa una pagina, quanto fatto stamani è un atto doloroso che rappresenta una sconfitta per tutti”, ha invece spiegato Rossella Martina (Viareggio tornerà bellissima), che poi è interventuta sulle “scenate” viste nel corso delle dimissioni: “mi appello alla dignità, si può vivere una sconfitta anche in modo dignitoso, soprattutto perché comunque eravamo rappresentanti della città, e certe scene sono incommentabili, senza contare l’opera di bassa macelleria messa in atto nei confronti di coloro che hanno fatto scelte libere”.

Per Massimiliano Baldini (Mov. Cittadini) è “una brutta giornata, ma Betti non aveva più una maggioranza ed era inutile accanirsi”, “negli ultimi 4 mesi solo un consiglio comunale è stato convocato, fatti salvi quelli obbligatori per legge, e il lavoro delle commissioni pagava le questioni interne al Pd”. “Affronteremo le problematiche con il Commissario, cercando di indirizzarlo a meglio per la città” ha concluso.

“L’implosione era inevitabile a fronte di una situazione ingovernabile sia a livello amministrativo che interno alla maggioranza, una maggioranza che va a casa non per il dissesto ma per questioni politiche interne” è invece il commento di Max Bertoni per il M5S, che lancia fin da ora la candidatura dei Grillini alla guida della città, linea a cui si unisce il collega Alfredo Trinchese: “non abbiamo mandato nessuno a casa, la Giunta di fatto sono giorni che non esiste più. La città è peggio di un anno fa, e con lei tutti i servizi, e il Sindaco non se ne può lavare le mani!”.

SEL aveva già spiegato le sue ragioni nella conferanza stampa di ieri (leggi qui), mentre Sandra Mei, dissidente del Pd, ammette che “è stata una scelta dolorosissima” (qui la dichiarazione completa).

 

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