L’orgasmo femminile? Musica e danza

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VIAREGGIO – ( di Luca Lunardini ) – Il Sacro Graal del piacere femminile, l’orgasmo, è da sempre fonte di (comprensibilissime!) attenzioni da parte di lei (e di lui…) e la scienza ci fornisce sempre nuove, inaspettate, scoperte.

L’ultima in ordine di tempo ci giunge dal Canada dove la ricerca scientifica, studiando l’orgasmo femminile, ha trovato una serie incredibili di similitudini tra ciò che si PROVA DURANTE L’ORGASMO E CIÒ CHE SI SENTE QUANDO SI ASCOLTA MUSICA O SI BALLA!

L’ indagine, svolta dalla Concordia University di Montreal, aveva come obiettivo la di eventuali nuovi input sensoriale, oltre a quelli universalmente noti, per condurre la donna all’apice del piacere.

E’ risultato come il piacere femminile sia il risultato di una grande varietà di stimoli sensoriali, non ultimi l’esperienza della donna e la conoscenza che ha di se stessa.

Gli autori delle ricerca, hanno, in particolare, concentrato la loro attenzione sull’evoluzione del clitoride, arrivando così a una nuova comprensione dell’orgasmo femminile, che include il glande del clitoride, la regione interna attorno al punto G, la cervice e la stimolazione sensoriale delle zone non genitali, come i capezzoli.

Si è potuto accertare come la stimolazione di una o tutte queste zone siano integrate in un insieme di input sensoriali, movimenti, posizioni del corpo, e spunti legati al contesto in cui si trova la donna. Questa combinazione di input sensoriali è ciò che induce il piacere e l’orgasmo durante la masturbazione e il rapporto sessuale. Sensazione che tendono a cambiare nel corso della vita, al cambiare della propria esperienza in diversi contesti e con diversi partner.

In questo senso la diversa intensità o caratteristica tra un orgasmo e l’atro non sarebbe dovuta ad una diversa origine (clitoridea o vaginale) ma dalla somma algebrica di tutti quegli svariati fattori che, secondo una donna, concorrono per un orgasmo completo. Ciò dipende, in primo luogo, dall’esperienza della donna con l’acquisizione con gli anni della consapevolezza del proprio modello di movimenti che portano all’orgasmo e dall’esperienza della stimolazione dei genitali esterni e interni e zone non-genitali, come per esempio le labbra, i capezzoli, le orecchie, il collo, le dita e le dita dei piedi. Gli orgasmi non provengono da un solo o da tutti questi zone di stimolazione

A differenza dei maschietti (assai più “sempliciotti” nel loro percorso orgasmico) le donne possono avere una notevole varietà di esperienze orgasmiche, che evolvono per tutta la durata della loro vita. La mappa del corpo erotico di una donna non è incisa nella pietra, ma è piuttosto un processo continuo di esperienze, di scoperte e di costruzione.

Inoltre gli studiosi hanno potuto individuare un particolare processo, che hanno chiamato trascinamento neurale, secondo cui la stimolazione ritmica dell’attività sessuale influisce sulle onde cerebrali, proprio come spingere qualcuno… sull’altalena.

In altre parole, se la stimolazione sessuale è abbastanza intensa e va avanti abbastanza a lungo, l’attività sincronizzata potrebbe diffondersi in tutto il cervello. A questo punto, questa sincronia può produrre una sorta di stato di trance, fattore che porta all’orgasmo.

L’idea che l’esperienza sessuale possa essere associata a uno stato di trance è, per certi versi, antica (i giapponesi chiamano l’orgasmo la “PICCOLA MORTE”!), ed oggi questa sensazione sembra trovare un supporto scientifico\sperimentale. Il sesso è una fonte di sensazioni piacevoli e di emozioni, ma oltre a questo, è in realtà uno stato alterato della nostra coscienza.

Questa maggiore comprensione dei processi fisiologici che portano all’orgasmo potrebbe migliorare il funzionamento sessuale delle persone, incoraggiandole concentrarsi maggiormente sugli aspetti ritmici, quasi melodici, della sessualità. Sono state trovare una serie di similitudini tra ciò che si prova durante l’orgasmo e che si sente quando si ascolta musica o si balla. In tutte queste situazioni il ritmo ha un ruolo fondamentale, portando dopo determinate soglie di stimolazione a un processo esplosivo di sensazioni.

Questa visione della sessualità così simile alla musica e alla danza, potrebbe aver avuto ripercussioni perfino evolutive: la capacità di mantenere un certo ritmo può servire come test di idoneità per potenziali compagni. Non a caso nella vita tribale (ma non solo… pensate a quante coppie si sono formate nelle discoteche o nelle feste in genere…) la musica e la danza sono da sempre momenti importati dell’accoppiamento.

Prima di queste Ricerche, sapevamo quali aree nel cervello vengono attivate quando un individuo aveva un orgasmo e sapevamo molto anche sui fattori ormonali (santo testosterone…!) e neurochimici (viva la dopamina!) all’origine del “piacere sublime”, conclude l’esperto, da oggi abbiamo anche la conferma che L’ORGASMO SIA TUTTA QUESTIONE DI RITMO!

 

FORSE NON SAPEVATE CHE: “Secondo indagini statistiche internazionali, gli italiani hanno la più alta probabilità di raggiungere il punto culminante, con una percentuale del 61%, seguiti dai serbo-montenegrini (56%) e dai macedoni (54%).  La Francia è nei piani bassi della graduatoria (32%). All’ultimo posto di questa classifica c’è la Cina – con appena il 19% – preceduta da India (21%), Finlandia, Taiwan, Vietnam (tutti al 24%) e Giappone (30%). Lo studio precisa che la media mondiale è del 35%. Inoltre, un quarto delle persone che ha preso parte al sondaggio ha ammesso di aver fatto finta di godere almeno una volta nei 12 mesi precedenti!

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli. Per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamaca@tin.it.

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LUCA LUNARDINI Medico-Chirurgo, Specialista UROLOGO con incarico di Alta Specializzazione in ANDROLOGIA, dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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