Luca Tommassini presenta a Lucca “Fattore T”: il racconto di un sogno

LUCCA (di Chiara Bini) – Ballerino, coreografo, regista, direttore artistico e adesso anche scrittore: non conosce limiti il talento di Luca Tommassini, “The Italian” come per molti anni è stato chiamato negli Stati Uniti. Ieri, sabato 24 settembre, ha presentato il proprio libro “Fattore T” al pubblico di Lucca, presso la Sala Conferenze della Fondazione del Banco del Monte, in piazza San Martino. Oltre un’ora e mezza di incontro con i propri fan, in cui ha raccontato con sensibilità e ironia il difficile percorso per realizzare i propri sogni.

“Perché scrivere un libro? Per rispondere alle domande di tutti i giovani sognatori, le stesse domande che io mi sono posto da ragazzo e a cui nessuno ha saputo dare una risposta”. Così ha aperto l’incontro Luca Tommassini, con una dichiarazione d’intenti: aiutare i giovani. Il racconto della propria esperienza, delle difficoltà affrontate, del successo raggiunto e persino dei momenti bui, possono essere da guida, da insegnamento e ispirazione per tutti coloro che vogliono cominciare oggi a muovere i primi passi verso la realizzazione dei propri sogni.

Lui, Luca, è un uomo che a 46 anni non ha ancora smesso di sognare e forse è proprio questo il segreto del suo successo: mai porsi dei limiti, non adagiarsi sugli allori, ma continuare a studiare e crescere. “Quando ero bambino avevo tanti sogni, sognavo in grande. Ma il mio sogno principale era di poter studiare”: un insegnamento forte, soprattutto al giorno d’oggi, in cui molti giovani hanno come unico scopo raggiungere la popolarità senza un preciso obiettivo, senza doversi impegnare.

E invece, nel corso dell’incontro, Luca Tommassini ha raccontato tutta la fatica che ha dovuto affrontare per diventare il ballerino più famoso al mondo: partito da Prima Valle, il quartiere di Roma creato nel Ventennio per raccogliere delinquenti, carcerati e ciò che al tempo era considerata la “feccia” della società, ancora ragazzino ha lasciato la famiglia per volare a Los Angeles e tentare di vivere il proprio sogno.

Molti i personaggi stellari nominati nell’incontro: Enzo Paolo Turchi e Carmen Russo, che per primi hanno visto il talento in Luca; poi Whitney Houston, “la più grande in assoluto”, come ha detto lui, che non è riuscita a scendere dal tritacarne dello spettacolo; e ancora Michael Jackson, l’idolo indiscusso, e Madonna, con la quale ha sperimentato uno stile di vita estremo, fatto di allenamenti estenuanti, diete rigide e puntualità rigorosa. “Ho imparato tantissimo da Madonna, molto del mio lavoro di oggi l’ho imparato da lei. Non a caso, dico sempre che lei è la più brava direttrice artistica dopo Dio”, ha detto.

Di fronte a un pubblico estremamente trasversale ed eterogeneo, composto anche da tanti bambini, che hanno imparato a conoscerlo nelle esperienze più recenti di “Pechino Express” e soprattutto di “X Factor”, Luca ha mandato il messaggio più forte e potente che potesse: i grandi professionisti, coloro che hanno raggiunto le vette del successo nel proprio mestiere, sono anche le persone più sensibili, umane e disponibili.

E fa uno strano effetto sentirlo dire: “Ho fatto pace con la solitudine. Come con l’ansia. Io non sono mai solo, c’è sempre Ansia con me”. Questo è il più grande insegnamento: rimanere umani.

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