Un’importante iniziativa per la prevenzione oncologica prende forma a Lucca, dove l’Arma dei Carabinieri e l’Azienda USL Toscana nord ovest hanno stretto una sinergia strategica. L’accordo, siglato nella caserma del Comando provinciale di Cortile degli Svizzeri, ha visto la partecipazione di numerosi militari e di specialisti del settore sanitario. L’obiettivo? Sensibilizzare la comunità sull’importanza della diagnosi precoce, strumento essenziale per contrastare le malattie oncologiche.
I professionisti dell’ASL hanno sottolineato che una diagnosi tempestiva permette di identificare lesioni anche di piccole dimensioni, incrementando notevolmente le probabilità di guarigione. L’attenzione si è focalizzata in particolare sullo screening del colon retto, un programma gratuito che, nonostante sia offerto a uomini e donne, registra ancora oggi un basso tasso di adesione a livello nazionale.
La risposta dei militari è stata esemplare. Un nutrito gruppo di Carabinieri, appartenenti alle fasce d’età target, ha già aderito alla campagna e si è reso disponibile a diventare testimonial per la comunità lucchese. Questo impegno, come ha evidenziato il Tenente Colonnello Andrea Cassarà, Comandante della Compagnia di Lucca, dimostra un profondo senso civico. L’iniziativa non solo mira alla tutela della salute individuale, ma si propone di promuovere una vera e propria cultura della prevenzione che possa servire da esempio per l’intera collettività.
La direttrice Lidia Di Stefano, responsabile della struttura Screening dell’ASL, ha ribadito il valore scientificamente provato della prevenzione, che non solo riduce l’incidenza e la mortalità delle malattie, ma contribuisce al mantenimento del benessere e della qualità della vita. Oltre a quello del colon retto, l’ASL offre programmi di screening consolidati anche per il tumore della cervice uterina e della mammella.
Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della paura che spesso spinge le persone a non sottoporsi agli screening. L’esito positivo di un test, hanno rassicurato i medici, non significa necessariamente avere un tumore, ma indica solo la necessità di ulteriori approfondimenti. Anche in caso di conferma, la diagnosi precoce consente trattamenti mirati e meno invasivi, con ampie possibilità di recupero.
I test di screening sono semplici, indolori, e gratuiti, progettati per individuare i precursori delle malattie prima che si manifestino i sintomi. Per il tumore al colon retto, il responsabile clinico Giovanni Finucci ha spiegato che il test consiste nella ricerca di sangue occulto nelle feci e si rivolge a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni. È un’operazione semplice e non invasiva, che richiede il prelievo di un campione biennale. Questo screening, ha ricordato, può rimuovere lesioni precancerose, prevenendo l’insorgere del cancro. Finucci ha inoltre menzionato con orgoglio che l’ASL Toscana nord ovest è stata la prima a implementare un percorso diagnostico-terapeutico ecologico per lo screening del colon retto, puntando sulla sostenibilità ambientale.
Anche il Direttore dell’ospedale “San Luca” di Lucca, Francesco Puggelli, ha sottolineato l’importanza della prevenzione. Curare pazienti che avrebbero potuto essere protetti dalla prevenzione rappresenta un’occasione persa, sia per la persona che per il sistema sanitario, che può così destinare risorse alla prevenzione stessa, anziché a trattamenti complessi e costosi. Il problema, ha concluso Puggelli, è che si tende a “posticipare” la salute, intervenendo solo in caso di urgenza, quando invece la prevenzione dovrebbe essere una priorità costante.
Al termine dell’incontro, i rappresentanti dell’ASL hanno ringraziato i Carabinieri, sottolineando come iniziative del genere veicolino un messaggio potente: prendersi cura di sé è un dovere e un diritto, e quando la salute diventa una missione condivisa, il risultato è un esempio di solidarietà per tutti.
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