Lucca e le infrastrutture dello stento, Marchetti (FI): «Elezioni regionali che vai, promessa di assi viari che trovi”

Assi viari, ultima frontiera: cantieri entro il 2020. «Ma guarda un po’, ora i cantieri arrivano proprio in coincidenza con l’anno delle elezioni regionali. Esattamente come doveva andare nel 2015 e prima nel 2010. Insomma, con questa sinistra divisa elezioni regionali che vai, promessa di assi viari che trovi»: la stoccata arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, coordinatore provinciale lucchese del suo partito, a seguito delle nuove programmazioni sul nuovo sistema tangenziale cittadino e della Piana che hanno innescato polemiche e prese di posizione tra sinistra e sinistra.
«Non si trattasse di un’opera tanto determinante per il futuro della mobilità lucchese – considera Marchetti – mi sarei già messo in poltrona coi pop corn a guardare il Pd farsi del male tra sé e sé. Ma su un’infrastruttura così strategica per lo sviluppo territoriale ma anche così potenzialmente impattante a livello ambientale non si può scherzare, ed è irresponsabile giocarci su partite politiche con rese dei conti interne che nemmeno all’asilo Mariuccia».
Degli assi viari di attraversamento nord-sud e ovest-est, quello che coinvolge la Piana, si parla da tempo immemore: «Non voglio risalire al primo progetto Salt degli anni Ottanta – ricapitola l’esponente di Forza Italia – ma alla fine degli anni Novanta con l’accordo tra comuni interessati e Provincia però sì. Ecco. Da quel momento è scattata a sinistra un’autentica corsa all’annuncio con seguito di rinvii che hanno condotto fino ad oggi e con cui evidentemente Pd e sinistre pensano di poter tenere in ostaggio città e Piana, privando di fatto il territorio di un’occasione di sviluppo per privilegiare ripicche con cui si esclude Tizio o Caio a seconda della percentuale di ortodossia politica rispetto alla linea del conducente, in questo caso il Pd regionale e la maggioranza di sinistra».
La scansione temporale pare proprio supportare la tesi di Marchetti: «Nel 2008, due anni prima delle elezioni regionali dell’aprile 2010, si salutò come accelerazione salvifica il Documento di intesa sulle infrastrutture siglato tra enti locali, industriali e camera di commercio. E nulla. Nel 2013, due anni prima delle elezioni regionali del maggio 2015, ecco la presentazione in grande spolvero del progetto Anas e dello studio di impatto ambientale. E nulla, solo il solito fare e disfare malgrado il Cipe nel 2016 abbia già finanziato l’asse nord-sud. Ed eccoci all’oggi, sotto il solleone d’agosto a due anni dalle elezioni regionali del 2020 che ritonfa: nuove scadenze, nuovo cronoprogramma perfettamente a favor di propaganda elettorale».
«Se tra cinque anni non ci sarà una nuova puntata sarà solo perché i cittadini, stufi, avranno nel 2020 scelto il centrodestra a governare la Regione Toscana. Sta di fatto che a Lucca come nel resto della Toscana la sinistra usa le infrastrutture come strumento di controllo e gestione del consenso interno ed esterno, invece che come opportunità per dare rilancio e sviluppo ai territori e alle loro imprese sollevando, nel caso specifico, i centri abitati dal traffico pesante. L’assessore regionale accampa scuse di procedura e invoca bacchette magiche. E’ una condotta irresponsabile, ma finalmente gli elettori non ci cascano più».