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Ludopatia, Stella (FI): “Intervenire contro grave fenomeno di disgregazione sociale ed economica”

FIRENZE – “Bisogna vigilare, combattere e intervenire contro la ludopatia, un grave fenomeno di disgregazione sociale ed economica. Ogni minuto in Toscana vengono bruciati davanti alle slot machines 1.250 euro, il corrispettivo di uno stipendio medio. Quello del gioco d’azzardo patologico è un problema sociale gravissimo, con ricadute in ogni ambito, lavorativo, familiare, psicologico. Chiediamo che i Comuni applichino le restrizioni previste dalla legge regionale per il contrasto alla ludopatia”. Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia).

“Si pensi che solo in Toscana, secondo i dati raccolti dai Servizi per le Dipendenze – ricorda Stella – prendendo come riferimento 3.310.131 abitanti di età compresa fra i 18 e i 75 anni, risultano 30mila persone con problemi di gioco d’azzardo patologico (Gap), di cui 1.334 in cura presso le apposite strutture sanitarie che trattano la dipendenza da gioco, con una media di 4,03 casi ogni 10.000 abitanti. Secondo i dati raccolti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato (Aams), in Toscana la raccolta di denaro da gioco è arrivata a 1.327 euro l’anno per residente, pari al 7,02% del reddito disponibile”.

“Sono cifre spaventose – evidenzia Stella -. Il Consiglio regionale della Toscana, nel 2018, approvò la legge regionale per il contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico. Fu un primo passo, ma sarebbe stato opportuno prevedere nella legge (come avevamo chiesto noi di Forza Italia) le limitazioni di orario per le sale slot, e sgravi fiscali per quei bar che rinunciano alle macchinette. Siamo soddisfatti, però, del fatto che siano state inserite nel dispositivo misure quali i percorsi educativi di prevenzione nelle scuole e il divieto di collocare apparecchi in locali che si trovano ad una distanza non inferiore a 500 metri da scuole, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali e centri sanitari, banche e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro usati, parchi giochi”.