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Luigi Nicolini presenta “Tra sogno e realtà”: musica e romanzo

Oggi TGregione.it accompagna i lettori alla scoperta di un autore che da decenni attraversa con naturalezza mondi diversi, tenuti insieme da una cifra comune: la profondità emotiva. Luigi Nicolini, musicista, compositore, pianista e saggista di lunga esperienza internazionale, affianca alla sua intensa carriera artistica un nuovo percorso narrativo con il romanzo Tra sogno e realtà, pubblicato nel 2025.
Diplomato con il massimo dei voti in pianoforte e composizione, formatosi tra l’Italia e Parigi, Nicolini ha calcato i palcoscenici europei come solista e con orchestra, collaborando con la Rai, il teatro musicale, il cinema e grandi festival. Autore di opere liriche, saggi su Mozart, manuali di strumentazione e numerosi progetti discografici, negli anni ha dimostrato una rara capacità di raccontare l’animo umano sia attraverso le note sia attraverso le parole.
Con Tra sogno e realtà Nicolini porta questa sensibilità nella narrativa, firmando un romanzo che intreccia introspezione psicologica, sentimenti e riflessione sul tempo che passa, sul cambiamento e sull’identità, con Firenze a fare da cornice viva e partecipe. Una storia che nasce da un incontro casuale e si sviluppa come un viaggio interiore, soprattutto femminile, sospeso tra concretezza e dimensione onirica.
Nell’intervista che segue, l’autore racconta la genesi del libro, i suoi personaggi, il ruolo centrale della protagonista Annalisa e il senso profondo di un titolo che invita il lettore a interrogarsi su sé stesso, sui propri desideri e sulle scelte di una vita. Un dialogo che svela come, anche nella scrittura, Luigi Nicolini continui a muoversi con eleganza tra sogno e realtà.

Come è nata l’idea del romanzo “Tra sogno e realtà”?

Nella maniera più semplice: un mio amico mi ha detto di aver incontrato in un ufficio una sua ex insegnante universitaria di cui all’epoca si era invaghito. Il tempo non aveva intaccato l’avvenenza della donna e lui era stupito di come fosse ancora attraente, nonostante il passare degli anni. Da qui l’idea di una storia che, prendendo spunto da un incontro casuale, mi permettesse di indagare la psicologia dei due protagonisti (Annalisa e Leandro) con un particolare riguardo alla figura della donna.

Dunque un romanzo basato sull’analisi psicologica?

Sicuramente un romanzo per tutti, che permette vari livelli di lettura: esiste una storia sentimentale, ma lo sviluppo della vicenda permette anche di cogliere il cambiamento della figura femminile avvenuto tra l’ultimo scorcio del secolo e l’inizio del nuovo millennio.

Quindi la figura femminile a 360 gradi?

Esattamente. Annalisa, a poco a poco, prende consapevolezza di sé e della sua vera natura, soffocata a lungo dall’educazione famigliare e dalle convenzioni sociali. Cresciuta in un contesto laico ma rigido, si è sposata presto con un uomo conosciuto fin da ragazzina, uomo di cui è ancora profondamente innamorata e dal quale è ricambiata e si è affermata nel mondo del lavoro grazie al suo impegno e alla sua determinazione. Arrivata alla maturità, si trova sicuramente emancipata rispetto al contesto da cui proviene, ma comincia a sentire il bisogno di fare un bilancio della sua esistenza fino a quel momento: è stata veramente se stessa o è stata, nonostante tutto, come la volevano gli altri?

Come si inserisce l’incontro con Leandro?

L’incontro è del tutto fortuito, ma Annalisa, dal breve dialogo iniziale con Leandro, capisce all’istante che quest’uomo, un tempo suo allievo alla Facoltà di Archeologia e all’epoca da lei totalmente ignorato, ora non la lascerà indifferente. Da subito nasce infatti tra i due una complicità fatta sì di attrazione fisica, ma anche e soprattutto di condivisione intellettuale.

Quindi è proprio l’incontro con Leandro che, in un certo senso, determina la sua maturazione?

Diciamo che sicuramente l’accelera, ma vi contribuiscono anche altri personaggi: in primis l’amica Ines, più giovane, libera e padrona di sé, che rappresenta il contraltare di Annalisa e che la spinge da sempre a vivere la vita in maniera più istintiva e in sintonia con la propria natura, senza timore del giudizio altrui; poi il comportamento del giovane figlio e della sua ragazza, che Annalisa ora è capace di vedere sotto un’altra luce, certamente senza invidia, ma sicuramente con il rimpianto di non avere vissuto in quel modo la propria giovinezza.

E Leandro?

Anche Leandro, dopo il divorzio scapolo impenitente, grazie a questo incontro è spinto a una forte autoanalisi che lo porta a scoprire aspetti del suo essere del tutto inaspettati. L’attrazione fisica è solamente la punta dell’iceberg.

Come mai ha scelto di ambientare il romanzo a Firenze?

Sono innamorato di Firenze, della sua storia e dei suoi monumenti. La città non è soltanto uno sfondo sul quale si muovono i personaggi, ma riceve e trasmette emozioni e sentimenti, quasi fosse una co-protagonista. La storia di Annalisa, docente di Archeologia, non poteva trovare location migliore!

Come mai il titolo “Tra sogno e realtà”?

Perché tutto è, allo stesso tempo, sospeso tra dimensione reale e onirica, tenendo anche conto della predisposizione della protagonista a sognare. Per quanto riguarda il finale… lascio al lettore la possibilità di interpretarlo come crede in base alla propria sensibilità e alla propria visione della vita. Sicuramente il romanzo fornirà a ciascuno l’occasione di indagare nella propria interiorità.

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