L’Unità di nuovo in edicola: il timone a Erasmo D’Angelis

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( di Ugo Di Tullio ) – Un giornale che chiude, indipendentemente dalla linea che esprime, contrae la democrazia, riduce la libertà,  maggiormente quando la testata incarna un pezzo di storia del Paese. In tal senso gli italiani liberi, comunque la pensassero, devono aver avvertito con preoccupazione il lungo silenzio de L’Unità e salutato con gioia il suo ritorno in edicola il prossimo 30 giugno.
A dirigere il giornale fondato da Gramsci è stato chiamato Erasmo D ‘ Angelis che chi scrive conosce da oltre vent’anni e può assicurare di essere di dura e buona razza giornalistica. In questi lunghi anni Erasmo ne ha fatte tante: da consigliere regionale della Toscana a presidente di Publiacqua,  da sottosegretario a responsabile dell’unità di missione per il dissesto idrogeologico, ma il suo vestito di giornalista non lo ha mai lasciato;  che scriva una lettera, faccia un discorso, o scriva un tweet – ultimamente si è felicemente innamorato di questo nuovo medium e ci inonda di messaggi epocali –  si sente che la stoffa è sempre la stessa.
Dopo essere stata per troppo tempo ferma in cantiere, la nave Unità torna in mare in un periodo di acque agitatissime,  in Italia, in Europa, nel mondo, dove l’Isis disprezza l’uomo con le sue stragi,  l’Europa mostra il suo volto egoista con il problema degli immigrati, e l’Italia si rimette in piedi pur tra grandissime difficoltà;  non sarà facile per Erasmo tenere il timone di un giornale nobilmente vecchio, ma il nocchiero è esperto e la sa lunga….

Auguri a Erasmo e a L’Unità

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