“Scusate, sono di fretta. Arrivavo da piazza della Repubblica, ho trovato un borseggiatore e una borseggiatrice che stavano compiendo un furto”. Chi parla si fa chiamare Mister K, gestisce la seguitissima pagina Instagram Firenze Pickpocket: è un ragazzo giovane, che viene dall’Albania, di cui omettiamo il nome per motivi di sicurezza, anche se in città tutti lo conoscono. La sua attività? Monitorare i delinquenti. Appena finito di lavorare nella ristorazione – è uno chef – inizia l’altro turno. Quello che serve a controllare chi ruba.
Hai appena sventato un furto?
“Ne svento tanti ogni giorno, ricevo tante segnalazioni. Cittadini normali, commessi di negozi: mi segnalano le persone sospette. Solo oggi ho ricevuto 60 messaggi. Io ogni giorno giro 3-4 ore, nel mio tempo libero”.
Perché lo fai?
“Amo Firenze. Io segnalo in modo tale che chi segue i social vede i soggetti pericolosi, quelli da cui stare attenti. Segnalare è fondamentale. Ci sono commesse che non fanno entrare queste persone nei negozi, vedendo le tante segnalazioni qualcosa sta cambiando”.
Quando stai per sventare un furto non hai paura?
“Certo che ne ho. Ho avuto due aggressioni. Una persona mi ha aggredito, un’altra persona ha tirato fuori un coltello in tramvia: lì ho avuto paura perché la gente non è intervenuta, erano tutti fermi. Questo mi ha deluso: più siamo uniti e meglio è. Io comunque giro sempre con lo spray al peperoncino”.
La situazione a Firenze negli ultimi 12 mesi è migliorata o peggiorata?
“In questo ultimo mese io vedo un miglioramento. Vedo che ci sono tanti carabinieri in borghese, anche tanta polizia”.
Come zone?
“L’aeroporto e la zona stazione non sono cambiati, ci sono sempre gli stessi problemi. Ma nel resto del centro vedo un miglioramento”.
Cosa consigli alle persone?
“Di fare squadra, ognuno deve dare la sua parte. Ricordatevi: il ladro ha sempre paura. Non gli conviene fare casino alla fine. Più persone siamo e meglio è, così si può segnalare. C’è però un problema con la legge italiana”.
Ovvero?
“La polizia ferma questi soggetti ma dopo 3-4 ore sono di nuovo liberi”.
Qualcuno ti critica e dice che alimenti il sentimento della ‘giustizia fai da te’.
“Non è così. Io tante volte ho salvato portafogli, furti: non è una giustizia fai da te. Se vedo che c’è un furto, chiamo la polizia: ma prima che arrivi passa del tempo, magari ci sono segnalazioni più importanti. A quel punto il ladro è già scappato. Invece così non scappa. Poi i leoni da tastiera che criticano ci sono sempre. Solo che loro stanno sul divano, io sulla strada”.
Che rapporto hai con le istituzioni?
“Regione e Comune di Firenze non mi hanno mai chiamato”.
Lo dici con dispiacere.
“Sì, ma continuo a fare il mio lavoro. Le forze dell’ordine poi mi sono sostengono. Soprattutto i carabinieri: uno di loro una settimana fa ha arrestato una delle borseggiatrici più pericolose”.
Coosa viene rubato di più e a chi?
“I più colpiti sono i turisti: americani, asiatici come coreani e giapponesi. I borseggiatori colpiscono i gruppi in particolare. E naturalmente gli anziani. Magari fanno finta di aiutarli a fare il biglietto per un mezzo pubblico e in quel momento”.
Cosa rubano in particolare?
“Portafogli, carte di credito. Qualche mese fa in un mese sono stati rubati sei iPhone: li spengono e li rivendono. Riescono a sbloccarli”.
Qual è la tecnica più utilizzata, quella per cui si deve fare attenzione?
“Quella del giubbotto. Il ladro si avvicina alla persona e al suo zaino, appoggia delicatamente il suo giubbotto sopra lo zaino e apre la cerniera. Oppure chiedono una foto e nel mentre rubano. Bisogna fare attenzione”.
Tu conosci i ladri. Ma i ladri conoscono te?
“Sì, appena mi vedono scappano via”.
Qual è il tuo auspicio?
“Che cambi qualcosa. Firenze è una delle città più belle al mondo ma ultimamente non la riconosco più. Ripeto: facciamo squadra”.




