Quello di oggi,venerdì 19 giugno, per la città di Livorno e non solo è stato un risveglio drammatico e intriso di profonda commozione. Si è spento nella notte, all’età di 58 anni (ne avrebbe compiuti 59 a settembre), Igor Protti. Il leggendario “Zar” del calcio italiano si è arreso dopo una battaglia durata un anno contro una terribile malattia, un tumore al colon, affrontata con lo stesso coraggio e la stessa dignità che lo avevano contraddistinto sul terreno di gioco.
Fino all’ultimo, Protti ha lottato con tutte le proprie forze, riuscendo a compiere un ultimo, toccante capolavoro d’amore: raccogliere le energie rimaste per accompagnare all’altare l’adorata figlia Noemi, un’immagine bellissima e straziante che rimarrà impressa nel cuore di tutti coloro che lo hanno amato.
La camera ardente sarà aperta a partire dalle ore 15:00 di oggi, venerdì 19 giugno 2026, presso la stanza del commiato “Frongillo” al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza.
A dare il doloroso annuncio è stata la stessa famiglia attraverso il profilo Instagram del campione: “Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati”. Subito dopo, i familiari hanno voluto condividere l’ultimo, struggente saluto che lo stesso Igor aveva preparato e chiesto di pubblicare per i suoi tifosi e la sua gente.
“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.
Riminese di nascita, ma livornese d’adozione. Dire che Igor Protti fosse l’idolo sportivo di Livorno sarebbe riduttivo: ne aveva assimilato il Dna profondo, diventando un simbolo identitario della comunità labronica. Un legame viscerale.
Un amore totalmente ricambiato dalla città che, nel 2006, gli aveva conferito la cittadinanza onoraria e, solo pochi mesi fa, nel gennaio scorso, lo aveva omaggiato con la Livornina d’Oro, la massima onorificenza cittadina. Livorno oggi piange non solo il suo eterno bomber, ma un uomo straordinario che ha saputo farsi amare per la sua umanità e il suo infinito coraggio.
Fortissimo il legame con il primo cittadino Luca Salvetti che sui propri canali social ha espresso la sua immensa tristezza per l’accaduto.
“Un dolore immenso per me, per l’intera città di Livorno e per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo anche solo per un minuto. Ciao Igor…”.



