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Made in Italy: Confindustria, vale 170 mld. Potenziale da +28 mld export

Il Made in Italy ‘Bello e ben fatto’ (Bbf) ”con oltre 170 miliardi di euro di beni ad alto valore simbolico e identitario conferma la sua centralità per la crescita del Paese e ha un potenziale aggiuntivo stimato in 27,6 miliardi di euro di export. È quanto emerge dalla 13esima edizione di ‘Esportare la Dolce Vita’, il rapporto del Centro studi Confindustria, realizzato in collaborazione con Sace e con il sostegno di Anfao, Confindustria Accessori Moda, Confindustria Moda, Confindustria Nautica, Federalimentare e FederlegnoArredo, presentato oggi a Prato presso il Museo del Tessuto. E la crescita del Made in Italy ”passa attraverso accordi commerciali solidi, organismi multilaterali rafforzati e la capacità di proteggere il marchio dall’Italian sounding. Nei mercati maturi, che rappresentano 19,4 miliardi, Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna guidano la domanda, confermando come i prodotti italiani ad alto contenuto estetico, qualitativo e culturale continuino a distinguersi per competitività e riconoscibilità internazionale; nei mercati emergenti, con un potenziale di 8,2 miliardi, la crescita è trainata da Cina, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Russia e Kazakhstan. In queste aree il Made in Italy è percepito come sintesi di creatività, artigianalità e innovazione, elementi che rafforzano il valore distintivo dei beni ‘Bbf’. ”Per valorizzare il Made in Italy serve una strategia multilivello: rafforzare gli accordi commerciali, tutelare i nostri marchi e accompagnare le imprese nell’innovazione tecnologica e sostenibile per rafforzarne la capacità produttiva. Gli accordi di libero scambio costituiscono oggi una leva strategica imprescindibile per la competitività dell’industria italiana, aprono l’accesso a mercati strategici, rafforzano la presenza italiana e contribuiscono a bilanciare dinamiche geopolitiche cruciali. In questo senso, l’accordo con il Mercosur e la chiusura del negoziato con l’India rappresentano tappe fondamentali. Solo così possiamo trasformare opportunità globali in crescita concreta e duratura, consolidando la reputazione italiana come sinonimo di qualità, creatività e fiducia. Il Bbf è la nostra carta d’identità nel mondo, ed è sui suoi asset che si gioca il potenziale di crescita del nostro Paese”, ha dichiarato Barbara Cimmino, vicepresidente per l’export e l’attrazione degli investimenti di Confindustria. ”La scelta del nostro territorio come sede per la prima presentazione italiana del rapporto ‘Esportare la Dolce Vita’ è per noi motivo di soddisfazione – commenta Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord -. L’industria di Lucca, Pistoia e Prato ha una spiccata vocazione all’export ed è rappresentativa di quell’Italia che nel ‘Bello e Ben Fatto’ si riconosce e identifica. Moda, meccanica, cartario, chimica, plastica, farmaceutica, alimentari, lapideo, nautica, arredamento sono i principali settori presenti nel nostro territorio: vere eccellenze, con vertici di livello internazionale. Oggi il ‘Bello e ben fatto’ può contare su oltre 1,2 miliardi di consumatori benestanti o molto facoltosi, pronti ad apprezzare prodotti italiani di qualità. In questo contesto, l’intelligenza artificiale si conferma strumento chiave per ottimizzare processi produttivi, personalizzare l’offerta e rafforzare la competitività globale. Anche i canali digitali e la riconoscibilità del marchio restano strumenti fondamentali per sfruttare pienamente il potenziale dell’export, insieme a strategie di sostenibilità integrate in tutte le filiere. Parallelamente, la tutela del Made in Italy contro contraffazione e Italian sounding è condizione imprescindibile per preservare il valore del marchio nel mondo.


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