Oltre all’attacco al ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente della Figc Giovanni Malagò ha parlato dello stato di avanzamento dei lavori dello stadio Franchi di Firenze, in vista degli Europei di calcio del 2032, organizzati da Italia e Turchia.
Malagò si trova a Firenze per l’assemblea delle società di Lega Pro e ha affrontato il tema del Franchi, uno degli impianti italiani al centro dell’attenzione in vista della competizione continentale.
Il problema, infatti, è che l’Italia è ancora molto indietro per quanto riguarda gli stadi in grado di ospitare un evento di questo livello, con l’Allianz Stadium di Torino che potrebbe già essere pronto a ospitare una partita degli Europei.
Secondo Malagò, però, il cantiere dello “stadio di Firenze” è avanti rispetto agli altri impianti italiani. “È un dato di fatto. Il cantiere va avanti, la realizzazione va avanti. È un dato di fatto che considero molto positivo”, ha dichiarato il presidente della Figc.
“Mi sembra – ha aggiunto – che ci siano tutti i presupposti. Firenze è avanti, poi ci sono gli uffici competenti” che dovranno valutare tutti gli impianti in vista di Euro 2032.
In generale, guardando all’appuntamento del 2032, Malagò ha sottolineato l’importanza della scelta di Italia e Turchia come Paesi organizzatori. “Voi sapete che da anni sono il portabandiera dei grandi eventi sportivi”, ha spiegato.
“L’Uefa ci sta guardando con molta attenzione. Massimo rispetto per l’Italia, massimo rispetto anche per il vicepresidente” della Uefa, Gravina, “e la sua storia e, credo, per la mia persona”.
Secondo Malagò, la scelta rappresenta soprattutto un attestato di fiducia nei confronti dell’Italia, considerando lo stato attuale degli impianti. “A oggi un solo stadio sarebbe pronto a ospitare gli Europei, mentre la Turchia ne ha ben più di cinque”, ha concluso.
Il percorso verso Euro 2032 resta quindi legato anche alla realizzazione e all’ammodernamento degli stadi italiani. Tra questi, il Franchi di Firenze rappresenta uno degli interventi sui quali si concentra maggiormente l’attenzione.



