Mamma di Roma si suicida gettandosi nel Tevere, con lei le due gemelline neonate

Continua lo sconforto e il dolore provocato dalla tragedia di giovedì mattina, 20 dicembre, che ha colpito il quartiere della capitale Testaccio. Una donna di 38 anni, Pina Orlando, si è lanciata nel Tevere ed è stata ritrovata morta qualche ora dopo dai sommozzatori dei vigili del fuoco sotto ponte Marconi. I soccorritori cercano però ancora nel fiume le due gemelle di quattro mesi della donna che avrebbe trascinato con lei nel gesto folle. Le ricerche, nel tardo pomeriggio, sono state estese a sud fino al Comune di Fiumicino seguendo il corso del fiume Tevere. A dare l’allarme è stato il marito, ingegnere, con la quale la donna, originaria della provincia di Isernia, viveva dopo essersi trasferiti da poco nel rione romano. All’alba di quel giovedì mattina l’uomo si era infatti svegliato senza trovare nè la donna nè le neonate in casa. . Le bambine erano nate premature ed erano da poco uscite dall’ospedale.

A quanto sembra la famiglia stava affrontando un momento complicato dopo che, sei mesi fa, la donna aveva partorito tre gemelline, una morto poco dopo la nascita e le altre due trattenute in ospedale fino a poco tempo fa.

Sono in corso altre indagini per ricostruire la vicenda — su cui la procura ha aperto un fascicolo per omicidio-suicidio — e capire le ragioni che hanno spinto la donna a togliersi la vita e forse a portare con sé le figlie. Un passante infatti, alle 6.15, aveva avvisato ha avvisato una pattuglia della polizia municipale dopo aver visto una donna lanciarsi nel Tevere. Da quel momento sono scattate le ricerche di vigili del fuoco e polizia fino al drammatico epilogo alle 11,40.

«Stamattina il marito è entrato nel mercato a cercare la moglie con le bimbe. Piangeva e chiedeva aiuto». Ha raccontato una commerciante del mercato Testaccio che ha uno degli ingressi proprio di fronte al palazzo in cui abitava la donna. «Quando sono arrivato c’era tantissima polizia – racconta il titolare di un box di fiori – cercavano dappertutto. Anche nei cassonetti». Una «tragedia enorme» è quello che tutti ripetono nel quartiere. Un altro commerciante ricorda: «L’altro giorno c’era qui davanti un passeggino abbandonato non so se era il loro». Ma il dettaglio dei passeggini lo ricorda anche una vicina di casa di Pina Orlando: «Stamattina è uscita con le bimbe in braccio e li ha lasciati qui».